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24.01.2020

«Così siamo sopravvissuti ai lager»

Auschwitz e Mauthausen: 75 anni dopo la fine della loro deportazione Oleg Mandic ed Ennio Trivellin raccontano l’inferno dei campi con le loro Voci dai lager. È un evento straordinario quello che il Rotary club Verona-Soave ed il Distretto Rotary 2060 hanno organizzato, in un doppio appuntamento, in occasione della Giornata della memoria: oggi alle 20.15 all’auditorium dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, Mandic e Trivellin, accompagnati dal giornalista Rai Matteo Mohorovicich, affronteranno il loro viaggio nell’inferno dei lager per affidare alle generazioni più giovani la loro testimonianza e, soprattutto, passar loro il testimone di custodi della memoria. Domani, alle 10.30, ad accoglierli nell’aula magna del polo liceale Guarino Veronese, partner dell’iniziativa, saranno alcune classi dell’istituto ed i loro docenti. Oleg Mandic, che è nato a Fiume nel 1933, cittadina da cui arriva, aveva 11 anni quando venne arrestato con la mamma e la nonna: entrò nel campo di eliminazione polacco nel luglio del 1944 e venne liberato, dopo 7 mesi di durissima prigionia, dall’arrivo dei soldati russi il 27 gennaio 1945. Auschwitz fu il primo campo di sterminio ad essere liberato e proprio per questo il 27 gennaio è stato scelto per commemorare la memoria delle vittime dell’Olocausto. Tornerà a casa solo quattro mesi dopo. Ennio Trivellin, che è nato a Verona nel 1928 e da una vita abita a Codroipo, venne arrestato a Verona con suo padre nell’ottobre del 1944. Entrò a Mauthausen solo qualche settimana dopo per essere poi trasferito al sottocampo di Gusen: quello austriaco fu l’ultimo campo ad essere liberato, il 5 maggio del 1945, con l’arrivo casuale dei soldati americani. Trivellin (oggi presidente dell’Associazione nazionale degli ex deportati di Verona) riuscì a rientrare nella sua città il 29 giugno. Per moltissimi anni entrambi hanno lasciato sepolto nel profondo del proprio animo ciò che avevano visto e vissuto, ma tutti e due, in momenti diversi, hanno maturato la consapevolezza che l’unica ragione per cui loro ce l’avevano fatta era perché la sopravvivenza portava con sé il compito della testimonianza per essere la voce di chi dai campi non era tornato e per assicurare vita alla memoria di ciò che era stato. Entrambi, così, hanno dolorosamente riaperto le pagine tragiche di quei mesi di orrore, le hanno guardate e le hanno raccontate affidando la loro testimonianza a due giornalisti: Oleg ed Ennio, che all’epoca dei fatti erano solo ragazzi, hanno voluto che attraverso le loro storie si raccontassero quelle di chi non è tornato, consapevoli che la parola scritta resta eterna. Il doppio evento è promosso con la collaborazione ed il patrocinio della Provincia, dei Comuni di San Bonifacio, Monteforte d’Alpone e Soave, dell’Ulss 9 Scaliger” e della parrocchia di Sant’Abbondio, assieme al polo liceale Guarino Veronese e alla libreria Bonturi (presente con entrembi i memoriali), ed è sostenuto da Soave Hotel-Best western plus e Neos. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

P.D.C.
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