CHIUDI
CHIUDI

06.03.2020

Allarme al Fracastoro
«Solo una svista,
nessun caso»

Il sindaco Provoli e la tenda al Fracastoro
Il sindaco Provoli e la tenda al Fracastoro

Ricoveri all’ospedale «Fracastoro» per Coronavirus? A ieri sera nessuno ma la comunicazione diramata ieri mattina, dopo le 9, dalla Regione Veneto di fatto, a San Bonifacio, si è trasformata in una sorta di prova generale di emergenza e dell’impatto dell’informazione sulla popolazione. Ad aver creato non poca agitazione e un certo disorientamento è stato il report con cui Azienda Zero, l’unica fonte ufficiale indicata dalla Regione Veneto per l’informazione sulla diffusione del contagio, ieri mattina indicava che al «Fracastoro» risultavano 5 degenti per Covid 19 ed un ricovero in terapia intensiva per la stessa patologia mentre il giorno prima il dato era zero.

 

Dati ufficiali, dunque, che però all’Ulss 9 «Scaligera», come è stato chiarito dopo le 13, non risultavano. Ad innescare le verifiche sono state le richieste di ulteriori informazioni piombate dagli organi di informazione sulla «Scaligera» ma pure, aggiunte a quelle dei cittadini, sul sindaco di San Bonifacio Giampaolo Provoli. «Sono sindaco ma anche autorità sanitaria in un Comune che ospita una struttura ospedaliera. In questo periodo di emergenza, i briefing con il direttore dell’Unità operativa complessa di pronto soccorso e con gli altri primari sono al mattino e alla sera per cui le cose non mi tornavano», spiega il primo cittadino rivolgendo il suo ringraziamento al personale medico e infermieristico dell’ospedale dove sono stati approntati ulteriori 14 posti letto in terapia semi-intensiva e dove è stata installata la tenda utilizzata come espansione del pronto soccorso a servizio degli utenti non critici. I conti non tornavano anche perché nemmeno un’ora prima sulla chat che tiene in costante collegamento i sindaci veronesi con l’Ulss era arrivata la mappatura della diffusione del Covid-19 e San Bonifacio non compariva nemmeno.

 

«Sapevo che erano stati effettuati altri cinque tamponi, che erano stati inviati all'ospedale di Negrar», prosegue Provoli, «e la negatività è stata confermata attorno alle 10». Possibile, dunque, che alla base dell’errore possa esserci stato un fraintendimento, comprensibile in situazione di emergenza, che cioè che le 5 situazioni in stand-by siano state non correttamente indicate, come del resto il ricovero in terapia intensiva.

 

 

«Sono stato subissato di telefonate, dalla stampa, dai cittadini, dal personale dell’ospedale non in servizio, da associazioni ma ho potuto tranquillizzare tutti solo attorno alle 15, con un post sulla pagina Facebook del Comune, cioè solo dopo aver avuto comunicazione ufficiale dell’Ulss».

 

Prove generali di emergenza? «In qualche modo sì ma invito la popolazione a riflettere sul fatto che sia solo questione di tempo. Chiedo a tutti di rispettare scrupolosamente il decalogo che ormai conosciamo ma anche a comportarsi con senso civico: una persona contagiata non è un appestato e le nostre abitudini, con le precauzioni del caso, non devono cambiare». La cosa più bella della giornata di ieri? «L’attivazione spontanea di carabinieri in congedo, protezione civile e dei dipendenti pronti a darsi da fare: se e quando sarà necessario, la macchina è pronta a partire!». 

Paola Dalli Cani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie