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03.12.2019

Aido record, 50mila iscritti Premiata la famiglia Peruzzi

La famiglia Peruzzi premiata dal sindaco Giampaolo Provoli
La famiglia Peruzzi premiata dal sindaco Giampaolo Provoli

È stata tutta la famiglia Peruzzi domenica a dare il via alle emozioni che il convegno dell’Aido ha riservato ai partecipanti alla celebrazione del Quarantesimo, organizzata al teatro Centrale. Papà Sandro e mamma Ombretta, con Nicola, il fratellino di Davide con la loro presenza hanno rappresentato lo spirito della donazione e la dimostrazione concreta della solidarietà alla luce della perdita del figlio Davide, morto a metà ottobre a causa di complicazioni dopo un intervento. Gli organi del sedicenne sono stati donati dopo che i genitori hanno dato il loro consenso. Nonostante l’emozione mamma Ombretta ha ripetuto quanto aveva scritto nel ricordo funebre di suo figlio: «Il mio guerriero ora è diventato il nostro eroe che ha salvato altre vite: spero sia di esempio». Un messaggio che il vicesindaco Cristina Zorzanello e il presidente Aido, Antonio Grassi hanno allargato anche alla donazione «da vivo» e all’eliminazione dell’obbligatorietà di un’impegnativa anagrafica per la donazione: «Oggi solo uno su tre accessi all’Anagrafe comunale la sottoscrive», ha riferito Silvia Visentin. Tuttavia i dati oggi sono confortanti, come ha ricordato Grassi: «Nell’Aido, che nel Veronese conta già cinquantamila iscritti, si è costituita giorni fa la quarantesima sezione con nostra grande soddisfazione». Ma il momento clou dell’incontro è stata la consegna da parte del sindaco della medaglia d’oro del Comune alla famiglia Peruzzi, come pure il meritato riconoscimento a Giancarlo Dalla Tezza, presidente e fondatore della Sezione Aido locale che per quarant’anni l’ha trasformata in protagonista con iniziative di risonanza nazionale. Tra le numerose riproduzioni di celebri monumenti con le lattine vuote, ha ricordato l’Arena realizzata esattamente 30 anni fa nell’Arena vera. Altri riconoscimenti sono stati consegnati ai collaboratori Gianni Storari e Cristina Zorzanello. A completare il pieno di emozioni è poi subentrata la band Brennero 66, con un tributo ufficiale con la musica dei Pooh . Tra le 25 partecipazioni dei volontari sambonifacesi alle avventurose «Marce della solidarietà, vita per la vita», nazionali e internazionali, Dalla Tezza ricorda quelle in Russia, del 1993 a Mosca e del 1995 a Rossoch. «A Mosca fummo quasi sequestrati dalla mafia russa», dice, «perché al momento di ripartire, dovendo rifornirci di scorte di gasolio sufficiente per il ritorno, altrimenti introvabile, fummo ricattati: o ci date altri 450 dollari, dissero, o non partite. Fu così che scappammo da Mosca di notte, alle 22, per non restare sequestrati». I partecipanti alla Marcia di quell’anno, con una cinquantina di automezzi, erano circa 110 dei quali una ventina erano i volontari sambonifacesi. •

G.B.
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