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12.07.2019

È morto Lele Billo, l’angelo del Locara calcio

Daniele «Lele» Billo
Daniele «Lele» Billo

Addio a Lele, l’angelo custode del Locara calcio: tutta Locara si fermerà oggi pomeriggio per ritrovarsi alle 16.30 sul sagrato della chiesa parrocchiale e salutare l’ultima volta Daniele Billo. I suoi 52 anni li avrebbe dovuti compiere ieri, un giorno dopo papà Giocondo, ma Daniele, sabato, ha raggiunto in cielo l’adorata mamma Annamaria: soffriva d’asma Daniele, in pochi lo sapevano e giovedì scorso un malore sul posto di lavoro gli è stato fatale. Soccorso dai colleghi, portato d’urgenza all’ospedale di Arzignano, l’uomo si è spento sabato regalando però vita ad almeno sei persone in tutta Italia. Così aveva voluto, fin da ragazzino, Daniele, iscrittosi prima all’Aido come simpatizzante e, con la maggiore età, esprimendo il suo consenso alla donazione. Ha donato tutto ciò che poteva, cuore, fegato, pancreas, cornee e non solo, e lo ha fatto con la stessa semplicità con la quale, da 23 anni, aveva promosso a sua seconda famiglia tutto il gruppo del Locara calcio. In società era entrato nel 1996 quando la società calcistica del suo paese doveva essere rifondata: si era messo al fianco di Mario Frigotto, il presidente, e di sua moglie Gabriella (da allora segretaria) e da allora è stato sempre il punto di riferimento per il pallone biancoazzurro. «Lele era sì il tuttofare ma era, soprattutto, una persona sulla quale poter fare sempre affidamento. Ha sempre nutrito un amore immenso per la società, per le centinaia e centinaia di ragazzi che in tutto questo tempo abbiamo visto passare di qui ed era, soprattutto, l’angelo custode o il fratello maggiore dei ragazzi della prima squadra che milita in seconda categoria». Gabriella Dorsali ha la voce che si rompe in commozione a raccontare Lele. «Impossibile farsene una ragione, impossibile riempire questo vuoto immenso». Nei giorni scorsi i ragazzi del pallone locarese, poco meno di 140 che con la prossima stagione aumenteranno di qualche decina, si sono ritrovati un paio di volte: poche parole, una tristezza infinita e la voglia di salutare Lele in un modo speciale. Ci saranno tutti oggi in una chiesa che già si sa sarà troppo piccola per riunire tutte le persone che si stringeranno a papà Giocondo e ai fratelli di Lele, Michela e Davide, nel giorno più lungo: per questa ragione don Alvidio Bisognin, che celebrerà le esequie, ha già fatto predisporre l’impianto audio anche all’esterno della chiesa. «Il campo sportivo era la sua seconda casa, i calciatori la sua seconda famiglia ecco perché gli abbiamo dedicato uno striscione che, al campo sportivo, ce lo farà sentire sempre con noi», concludono affranti i ragazzi del Locara calcio. •

P.D.C.
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