A Soave

Rubinetti a secco sulle colline, si ripristina la vecchia presa

Acque Veronesi riapre la condotta degli anni Ottanta
I lavori alla presa di Carcera. Entro il fine settimana termineranno
I lavori alla presa di Carcera. Entro il fine settimana termineranno
I lavori alla presa di Carcera. Entro il fine settimana termineranno
I lavori alla presa di Carcera. Entro il fine settimana termineranno

Caldo e siccità per un lasso di tempo prolungato e rubinetti a secco. Così ora si rispolvera una vecchia condotta per portare acqua alle frazioni collinari di Soave.  Acque Veronesi è già al lavoro in località Carcera dove vuole ripristinare un vecchio punto di presa per collegarlo all’acquedotto del paese. 

In queste settimane, il sistema di approvvigionamento dell’acqua in collina, per i residenti delle frazioni di Costeggiola, Castelcerino e Fittà, prima è andato in sofferenza e poi è entrato in totale crisi. Poco per volta, i rubinetti sono rimasti all’asciutto. Dapprima per alcune ore al giorno. Di recente, le interruzioni si sono prolungate come nel caso denunciato dalla Corte dei Soavi Relais, a Costeggiola, frazione collinare di Soave. 

Sistema in crisi. Il sistema alimentato da due serbatoi che raccolgono acqua direttamente dalle montagne della Lessinia, scavati all’interno della roccia, semplicemente non ha più trovato acqua.  Si tratta di una rete indipendente rispetto a quella che alimenta l’acquedotto di Soave. 

Acque Veronesi si era attivata con le autobotti, che venivano riempite nel capoluogo, con la speranza che le piogge arrivassero. Ma niente da fare. Negli ultimi giorni la crisi idrica è diventata di difficile gestione anche con le autobotti. La situazione meteo di siccità, inoltre, si sta protraendo da troppo tempo, mettendo in difficoltà residenti e molte attività. Così Acque Veronesi ha deciso di intervenire e da lunedì scorso lavora al vecchio punto di presa di Carcera, per collegare la rete dell’acquedotto di Soave a quello che porta l’acqua alle tre frazioni collinari. 

 

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«È un collegamento degli anni Ottanta, ma chiuso», spiega il direttore generale di Acque Veronesi, Silvio Peroni, «che funzionava all’inverso, ossia era stato pensato affinché dalla collina si potesse alimentare il paese a valle. Vedendo la necessità idrica dei due serbatoi che dipendono molto dalla piovosità, in particolare quello di località Recoaretto completamente asciutto e che alimenta Costeggiola», prosegue Peroni, «abbiamo deciso di apportare una modifica all’aggancio, installando una pompa che possa rilanciare l’acqua da valle verso la collina. Entro fine settimana i due acquedotti saranno collegati». 

Vasi comunicanti. «Per la legge dei vasi comunicanti, questa connessione delle due reti idriche aumenterà la portata delle condotte che salgono in collina, con quantità almeno soddisfacente», spera il sindaco Matteo Pressi, «anche se questa sarà solo una soluzione d’emergenza e non certo definitiva. Peraltro l’interazione tra le due reti idriche è una cosa che doveva essere fatta da tempo ed era attesa dai residenti nelle frazioni collinari».

Pressi chiede ancora pazienza ai residenti di Costeggiola, Castelcerino e Fittà per qualche giorno. «Appena finiti i lavori in via Carcera, la portata dell’acqua corrente dell’acquedotto aumenterà di certo, tornando alla quasi normalità». Per non far rallentare i flussi idrici, nemmeno nel capoluogo, Pressi ha firmato nuovamente ieri l’ordinanza che vieta di irrigare orti e giardini 24 ore su 24, anche di notte, in modo da salvaguardare un po’ di più le fonti a valle e rilanciare più acqua possibile nei paesi in collina. «In questo momento è il massimo che possiamo fare e agire è meglio che parlare», assicura Pressi. «Chiedo a tutti i soavesi un sacrificio per aiutare i compaesani che si trovano in difficoltà e non hanno l’acqua sufficiente in casa nemmeno per farsi una doccia. Acque Veronesi ci sta assistendo e nel giro di qualche giorno nessuno sarà più a secco».

Zeno Martini

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