Pfas, la Coldiretti :
«Non pagheremo
i costi dei controlli»

Caso-Pfas: ora gli agricoltori chiedono di non pagare il monitoraggio dei pozzi sulle loro proprietà.

In seguito al recente avvio della campagna della Regione, i vertici veronesi di Coldiretti ribadiscono: «I costi non devono ricadere sul settore primario».

Il direttore di Coldiretti Verona, Giuseppe Ruffini ricorda che «in questa situazione di grande agitazione nel mondo agricolo, il nostro settore sta già collaborando con le autorità sanitarie competenti». Anche il suo presidente Claudio Valente sottolinea che comunque coltivatori ed allevatori non devono rimetterci. «Eseguire i controlli è doveroso e risponde ad un principio di senso civico e di salvaguardia della salute», afferma Valente. «tuttavia ci auguriamo che i costi necessari per arginare l’emergenza non ricadano sulle imprese agricole».

Insomma, si verifichi pure se l’acqua che viene emunta dalle falde privatamente per abbeverare campi ed animali contiene sostanze perfluoro-alchiliche ma si eviti che a pagare i costi di questa operazione sia il comparto agrario. «I Pfas non sono un sottoprodotto dell’attività agricola, per cui non possiamo accettare che per fronteggiare i costi necessari a contrastare questa grave situazione si attinga a risorse del bilancio regionale riservate al nostro settore, come qualcuno ha proposto», conclude Valente.

«Richiamiamo quindi ad un senso di responsabilità i soggetti coinvolti», aggiunge Ruffini. «È necessario giungere rapidamente ad una soluzione».

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, aveva affidato ad Arpav il compito di realizzare mille campionamenti nei pozzi delle aziende agricole e di allevamento presenti nei ventuno comuni dell’area maggiormente esposta alla contaminazione. Area della quale fanno parte le municipalità veronesi di Albaredo, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Cologna, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo, Terrazzo, Veronella, Zimella. Per questa campagna di analisi e monitoraggio, iniziata in questi giorni fino a fine ottobre, la Regione ha stanziato 40mila euro.

Prima d’ora i controlli nei pozzi erano a carico dei titolari delle aziende che dovevano pagarne il costo e riferire alle Ulss i risultati. LU.FI

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