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15.09.2019

Omar al primo ring
internazionale batte
supercampione greco

Il primo incontro di boxe a 13 anni, un anno dopo aver incorniciato (per il terzo anno di fila) il titolo di Campione italiano di kick boxing nella categoria sotto i 50 chilogrammi: oggi, a 16 anni compiuti Omar Forante esce dal primo ring internazionale, quello della quarta International tiger boxing cup, relegando al secondo posto Christos Karaitis, l'indicusso campione greco.

 

È stato alla periferia dell'Epiro, a Ioannina, in Grecia, che il giovane pugile di Monteforte ha chiuso con una vittoria schiacciante la prima convocazione internazionale per la Federazione pugilistica italiana arrivata dal tecnico nazionale Christian De Martinis. «La soddisfazione più grande? L'aver raggiunto i 66 chili richiesti e le lacrime di mio papà quando ho battuto il più forte atleta che io abbia mai incontrato. È stata un'esperienza magnifica, l'occasione per confrontarsi con altre filosofie di boxe attraverso i pugili top mandati da ogni nazione», dice Omar.

 

Estate impegnativa quella del ragazzo, passata tra palestra e libri perchè quando coltivi un sogno sportivo come il suo, e ci investi tutti i pomeriggi, capita che un 5 da rimediare a settembre te lo porti dietro: Omar studia al liceo delle Scienze applicate, al “Guarino Veronese” di San Bonifacio, «pensando già a Scienze motorie, all'università, e a un futuro in palestra. Non so cosa farò da grande, di sicuro ci sarà lo sport di mezzo». Coi guantoni «ci sono nato, merito della passione di mio papà Alfio. Li ho avuti in mano quando muovevo i primi passi ed è sempre stata una passione grande. Il kick boxing è stata la strada obbligata per me che volevo arrivare alla boxe ma devo dire che un po' di nostalgia ce l'ho», dice il ragazzo. Un'ora di pugilato a settimana alla palestra Queensberry di Vicenza sotto la guida di Alessandro Santamaria e Calogero Bono, sei giorni su sette nella palestra che il papà guida a Monteforte per l'Asd Pro ring di Verona: così ha costruito i podi ai campionati regionali «un solo incontro vinto per ko», sottolinea, e poi quelli nazionali e la vittoria di qualche torneo.

 

«Cos'è il mio sport? Passione e tantissimo rigore, sacrificio, concentrazione. Non è facile stare a dieta per mantenere il peso, difficilissimo perderlo se è necessario ma tu ti mangeresti le sedie: è che sono motivatissimo e questa disciplina è un'altra espressione di rispetto». È questo il termine che Omar sceglie per parlare del suo sport, «rispetto, lealtà: la boxe è la nobile arte e l'incontro è solo una festa, la fine di un percorso».

 

Ride Omar quando gli fai notare che sul diploma lo hanno fatto diventare un mistico scrivendo Orante in luogo di Forante: «Talmente gasato non me ne ero accorto», scherza. Quando, però, gli chiedi quale sia la sua agenda si fa serio: «Adesso? I Campionati regionali a metà settembre e poi, a fine ottobre, il Campionato italiano...». Bello sarebbe fosse suo il titolo nella categoria 70 chili: Omar sa che è un sogno a portata di mano, come quello legato alla convocazione per un camp di allenamento negli Usa arrivata solo qualche giorno fa.

P.D.C.
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