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12.09.2019

Distretto sanitario, primo «sì» per trasferirlo alle ex scuole

L’ex scuola dove si vuole trasportare il distretto sociosanitario
L’ex scuola dove si vuole trasportare il distretto sociosanitario

Primo via libera informale al progetto di adeguamento della parte nuova della ex scuola media di Montecchia per il trasferimento del distretto sociosanitario: è quello che il sindaco Attilio Dal Cero ha comunicato di aver già ottenuto da uno dei tecnici dell’Ulss 9 (che oggi faranno l’ultimo sopralluogo) e se negli uffici si lavora alla predisposizione del progetto esecutivo che sarà presto presentato alla Scaligera, Dal Cero incassa la benedizione informale di tutto il Consiglio comunale all’operazione. Sul via libera formale, cioè quello sostenuto da un voto di assenso, pesa la seduta consiliare di fine luglio, svoltasi senza che a uno dei consiglieri (il leghista Nicola Roncolato) fosse stato notificato nei tempi l’ordine del giorno. Il fatto, diventato un esposto al prefetto di Verona, fu accompagnato dal rinvio di alcuni punti dell’ordine del giorno, compresa una mozione presentata dalla maggioranza che proponeva il sostegno al sindaco nella partita del distretto. In autotutela il sindaco Dal Cero ha dunque convocato una nuova seduta riproponendo anche i punti del vecchio ordine del giorno dei quali ha chiesto una votazione di convalida. Stando a Dal Cero, sostenuto in questo dal segretario comunale, la mozione non essendo stata votata di fatto costituiva un nuovo atto e questa rassicurazione ha convinto i consiglieri della Lega a votare a favore. Per il gruppo dell’ex sindaco Giuseppe Cavazza (Montecchia solidale), però, i dubbi sulla reale possibilità di sanare così l’antefatto rimangono, ragion per cui ha optato per l’astensione. Fin qui l’antefatto, accompagnato anche dal batti e ribatti tra Roncolato e il primo cittadino su quanto accaduto la volta prima, ma quel che resta di concreto sono due aspetti: per un verso il lavoro col quale il sindaco ha ricostruito in tre pagine fittissime la storia lunga 13 anni del progetto di trasloco e potenziamento del distretto (che serve oggi un bacino di 16 mila utenti), per l’altro una nuova ripartenza. Le colpe? Della Regione a trazione Lega, secondo la ricostruzione del sindaco, perché ad essa andrebbero imputati vari via libera poi azzerati dal mancato trasferimento di risorse all’Ulss, il fatto di aver fatto passare due anni prima di verificare che il progetto aveva natura difforme rispetto a quella di un sostanzioso contributo indirizzato al Comune per realizzarlo e di aver poi tergiversato fino al 2014. Tutto, anche dopo che l’allora sindaco Edoardo Pallaro scomodò il premier Matteo Renzi, si rimise in moto nel 2017 quando la Regione chiese nuovamente tutti i documenti: «Sarebbero caduti a tutti i sentimenti, e Montecchia non rispose», ha ricordato Dal Cero. E così a marzo di due anni fa il contributo decade definitivamente. In tutto questo, però, Roncà tiene una posizione che alimenta il teorema del «tentato furto» del distretto: prima non aderendo a una sottoscrizione dei sindaci a favore del Centro sanitario polifunzionale che si sarebbe voluto attivare contestualmente al trasloco del distretto e poi, dal 2015 al luglio scorso, candidando spazi roncadesi quale sede disponibile subito per accogliere il distretto. «Se qualcuno di qualche Comune vicino ha tentato di portar via il distretto è affare suo: la Lega di Montecchia», ha messo in chiaro il capogruppo Franco Casotto, «ha piacere che il distretto resti qui». Per Cavazza la ricostruzione dimostrerebbe «dieci anni di mancata collaborazione politica tra Comune e Regione». Di certo è stata la fortissima accelerazione imposta alla questione da Dal Cero, che è stato eletto a maggio, a portare oggi il distretto a un passo dal trasloco, seppure a carico del Comune. E se negli uffici tecnici la progettazione va avanti, l’assessore alla salute Cesarino Dal Cero già è al lavoro per riportare al distretto il servizio psichiatrico e l’attivazione di presidi per la telecardiologia, il piede diabetico, il decadimento cognitivo, candidando il nuovo distretto ad accogliere pure uno dei nuovi sportelli per la famiglia. •

Paola Dalli Cani
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