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26.03.2020 Tags: Mezzane

Zach e Maggie da Castagnè raccontano il virus all’Australia

Dai sobborghi di Sydney alle colline di Mezzane, due piccoli cronisti australiani raccontano com'è la vita in provincia di Verona ai tempi del Coronavirus. Maggie (8 anni) e Zach (11 anni) sono figli di Lucas e Caroline Steuerwald.

 

«Siamo venuti in Italia per una nuova avventura e adesso viviamo a Castagnè», spiegano i due ragazzini, diventati giornalisti per il canale australiano Abc che li ha ospitati nel programma di informazioni per ragazzi Behind the News.

«È una trasmissione storica, nata alla fine degli anni '60, che in Australia guardano tutti, dagli 8 ai 13 anni», spiega papà Lucas. «Mia figlia Maggie la segue da sempre. Prima che iniziasse la chiusura totale per il coronavirus, abbiamo contattato l'Abc e Maggie ha proposto loro di raccontare l'esperienza della nostra famiglia in Italia al tempo del Covid-19».

 

Gli Steuerwald provengono da Marrickville, un sobborgo di Sydney vicino all'aeroporto. L'idea di venire in Italia parte tutta da uno «scambio casa» con una famiglia della frazione di Mezzane, Castagnè, che voleva vivere un anno in Australia per studio e per lavoro.Papà Lucas, un assistente sociale con un passato da musicista indie-rock e di promoter di varie etichette discografiche a Sydney, ha deciso nel 2019 con mamma Caroline, insegnante di scuola, di prendersi un anno sabbatico, «per vivere lontano dall'Australia prima che i figli diventino adolescenti e vadano per conto loro».

Così hanno scambiato Marrickville per Castagnè e sono arrivati in provincia di Verona alla fine dell'estate 2019, con l'idea di girare l'Italia e visitare pure l'Irlanda, da dove proviene la famiglia di Caroline. «Questo era il piano prima che arrivasse il coronavirus. Davamo lezioni private di inglese e gustavamo la vita della vostra provincia. Amiamo davvero questa parte d'Italia».

 

E ora? «Non sappiamo cosa succederà: chissà come sarà la situazione dopo il virus!», risponde perplesso Lucas.Il Covid-19 li ha bloccati sulle colline veronesi, eppure nel racconto dei loro due ragazzi, nel ruolo di «rookie reporters», cioè «cronisti reclute», girato prima che arrivasse l'ordine di «restare tutti a casa» ci sono diversi risvolti positivi.

«Zach e Maggie hanno capito la situazione. Qui vivono bene e si sentono parte di una comunità», spiega ancora Lucas. Per i due piccoli reporter «le cose sono un po' strane in nord Italia, adesso. Di solito agli italiani piace trovarsi insieme tra amici per divertirsi, ma per evitare che si diffonda il coronavirus ora si sta in casa il più possibile.

 

La scuola è chiusa (Zach e Maggie vanno alla scuola italiana, oltre a seguire i corsi on line di quella australiana, ndr) e non vediamo i nostri amici da un po'. Ma facciamo i compiti via web. Con il lockdown, hanno chiuso tutto e per uscire di casa bisogna compilare un documento. Non possiamo più andare a fare shopping tutti insieme, ma va al supermercato un solo componente della famiglia. In Australia, quando è iniziata l'emergenza del coronavirus, abbiamo visto che c'è stata una corsa a comprare carta igienica, tanto che in molti negozi è esaurita. Noi a Mezzane ne abbiamo tanta: ma cosa succede con la carta igienica giù nel nostro Paese?».

 

E in famiglia? «Ci ritroviamo insieme con mamma e papà, giochiamo a Uno, guardiamo film e cuciniamo - a noi piace cucinare e l'altro giorno abbiamo preparato le bruschette». Per Meggie «la chiusura per coronavirus significa che passo molto tempo in famiglia; con mio papà l'altro giorno ho costruito una mazza da cricket. Il lockdown non ci piace, ma così conteniamo il virus e lo prendiamo come una cosa seria. Tutti ci supportiamo e qui i ragazzi fanno disegni con la scritta Everything will be alright». Sì, andrà tutto bene.

Giulio Brusati
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