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04.07.2020 Tags: Val D'Alpone

Lo scarpone degli alpini divelto e gettato in acqua

Giuseppe Casarotti, uno dei «veci»” del Gruppo alpini di Montecchia di Crosara, lo aveva donato un anno fa alle penne nere del paese perché restasse a memoria dell’adunata di zona dei suoi commilitoni: qualche notte fa, però, qualcuno ha divelto quel pesante scarpone di pietra dalla base del monumento, che si trova all’imbocco di via Roma, lanciandolo poi nel torrente Alpone. Ad accorgersi dell’accaduto proprio lui, Casarotti che, passando dal ponte sull’Alpone sul quale si affaccia dal 1983 il monumento, ha fatto la triste scoperta. «Non riusciamo a crederci», dice Franco Casotto, capogruppo dell’Ana di Montecchia, «quel vaso a forma di scarpone era un dono, e chi si è permesso di oltraggiare il monumento e quel simbolo, forse non si rende conto della gravità del gesto». A recuperarlo nel greto del fiume è stato un operaio del Comune: ora, portati a riva i pezzi, le penne nere di Montecchia si dicono pronte a tentare il tutto per tutto per rimetterli insieme e riportare quel vaso a forma di scarpone esattamente dove stava da un anno. Se Casotto parla di «imbecillità», il sindaco Attilio Dal Cero ammette di far «fatica a trovare termini adeguati a definire i responsabili. Senza dubbio persone incapaci di intendere e volere per un gesto che trova l’unica spiegazione nelle dinamiche del branco». Se infatti l’autore, o gli autori, del gesto sono al momento sconosciuti, più di qualcuno in paese è corso col pensiero ai gruppi di adolescenti che si ritrovano abitualmente sulle panchine attorno al monumento. «Questi fatti accadono sempre di notte e forse se i monscledensi vivessero un po’ di più il paese ci sarebbe qualche paio di occhi in più in giro», osserva Dal Cero, «ma mi sento di richiamare i genitori dei ragazzi che periodicamente si ritrovano in quell’area, se sono stati loro». L’atto vandalico ha spinto i consiglieri del gruppo della Lega, di cui Casotto è capogruppo, a presentare una mozione da discutere al prossimo Consiglio comunale. «I parchi comunali e la pista lungo l’Alpone sono luoghi molto frequentati e quanto accaduto al monumento, ma anche i danneggiamenti che un anno fa riguardarono il parco gestito dall’associazione Amatori, consigliano l’installazione di telecamere per la videosorveglianza per garantire il decoro e la sicurezza dei luoghi», spiega il consigliere Nicola Roncolato. Pronta la risposta del sindaco Dal Cero: «Sono d’accordo, pur non ritenendo che sia questa la soluzione del problema: mi aspetto, dunque, che i consiglieri della Lega si facciano parte diligente nell’aiutare il Comune a reperire le risorse necessarie». A far arrabbiare il paese, primo cittadino in testa, anche la sempre più diffusa presenza di simboli fascisti e scritte a Montecchia, dalle cabine delle fermate lungo la strada provinciale 17, ai quartieri, fino allo storico tunnel sul quale scorre il Rio Albo tra via Duomo e via San Giovanni: dopo i tanti episodi di Roncà, Montecchia «nera»? «Non esiste!», tuona Dal Cero, «poco importa se sia locale o importata da zone vicine: gente agitata e stupida può esserci ovunque». •

Paola Dalli Cani
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