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02.12.2019

Vive di lavoro e regge una parrocchia Un libro sul prete operaio don Corrado

Don Corrado Brutti sotto una nevicata a Badia Calavena
Don Corrado Brutti sotto una nevicata a Badia Calavena

È la storia di un prete-operaio, presentata dallo stesso interessato, quella che verrà testimoniata nell’incontro organizzato dall’Università Popolare di Lavagno in occasione della presentazione del libro di Renzo Zerbato «Corrado Brutti, la mia vita da prete, 1969-2019», Parrocchia di Sant’Andrea 2019. L’appuntamento è per giovedì alle 15, nella sala civica di Vago. Oggi don Corrado esercita il proprio ministero a Sant’Andrea di Badia Calavena, il paese in cui è nato. Ma, al momento della sua nomina a questo incarico, non ha voluto assumere il titolo di parroco. Ha accettato dal vescovo solo quello di amministratore parrocchiale perché intendeva ed intende guadagnarsi da vivere solo lavorando e non grazie a prebende. A Sant’Andrea di Badia Calavena il 9 luglio scorso don Corrado ha festeggiato i suoi 50 anni di sacerdozio. Oltre 36 anni di questa vita da prete, però, li ha vissuti nella comunità La Madonnina di San Giovanni Lupatoto e da operaio, lavorando in conceria, come manovale, come muratore, svolgendo servizi di pulizia e di raccolta di stracci vecchi. Questo per poter aiutare concretamente chiunque avesse bisogno solo con quanto riusciva a procurarsi con le proprie mani. Renzo Zerbato aveva conosciuto questo prete sui generis a Sant’Andrea in occasione della presentazione di un libro dedicato alla propria mamma intitolato «Mina, una storia vera nata in Lessinia». E, con non poche difficoltà, lo aveva convinto a raccontargli la propria storia, per poterla raccogliere in un libro. La storia di un uomo, come dice lo stesso don Corrado, nato per essere prete, prete-operaio, da sempre e per sempre marchiato di colore rosso e di puzza marxista come se l’amore verso i più poveri fosse solo marxismo, come se combattere perché trionfi la giustizia e l’equità, perché cessi lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo fosse e sia marxismo e non semplicemente cristianesimo autentico. La vita di don Corrado è stata ed è profondamente contagiata dal mondo operaio e dall’aria vera che in esso ha respirata. Proprio quella che l’ha contrassegnato e per la quale, ancora oggi, egli vive la propria esperienza sacerdotale in maniera personale e diversa da tanti altri suoi confratelli. La vita e con essa il suo sacerdozio sono per lui sempre in cammino e non hanno nostalgia del tempo passato. Per questo la sua testimonianza rischia di essere alquanto scomoda, proprio come quella dei profeti di ieri e di oggi. Al termine dell’incontro don Corrado regalerà una copia del proprio libro a tutti i presenti. •

Giuseppe Corrà
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