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18.10.2019

«Un fondoschiena così» La trovata pubblicitaria che fa discutere

Di nuovo il corpo della donna utilizzato per la pubblicità, esplicita o per sottintesi, come in questo caso, che vede un sedere, coperto solo da un paio di slip neri, affiancato dalla scritta: «Vi facciamo un c... così». Lo promette l’Olympia Fitness Club di Vago di Lavagno, in via della Scienza, che aggiunge un suo timbro sulla natica destra: «100 per cento palestra». Insomma non c’è trucco e non c’è inganno, quello che vedete non è merito della chirurgia estetica o dei cromosomi di mamma e papà, ma delle ore passate a sudare, a massaggiare e a tornire. A qualcuno ha dato fastidio, ma il titolare della palestra è di tutt’altro parere: «Non ci vedo nulla di male. È stata un’idea mia e della mia segretaria. Era un volantino distribuito anni fa e che in accordo con l’agenzia pubblicitaria Mediolabo abbiamo deciso di riproporre in grande su un camion vela per la pubblicità itinerante». Quando l'abbiamo fotografato era fermo in un controviale della strada regionale 11 nel Comune di Soave, ma la sua destinazione è quella di sostare per qualche ora in un luogo e poi spostarsi altrove, dove si ritene che sia maggiore la visibilità. Visibilità c’è, effetto rifiuto, almeno per qualcuno anche. Ma se la palestra promuove muscoli e benessere in generale, non bastava mettere l'immagine di un bicipite o di un polpaccio? «Non avrebbe avuto lo stesso effetto. Questo lo fanno tutti. Noi abbiamo voluto distinguerci e attirare l’attenzione, senza essere banali», risponde il giovane titolare. Ma infastidisce che per pubblicizzare una sacrosanta attività si debba usare il corpo della donna e giocare sui doppi sensi. «L’idea ci è piaciuta perché risponde al nostro programma», sottolinea. «La fatica la facciamo davvero allenando seriamente. Il messaggio scritto e visivo vuol dire solo questo: non facciamo corsi inutili e non promettiamo miracoli ma solo di farvi lavorare sodo». Sodo come il lato B della ragazza in mostra: «Ho chiesto a tante mie clienti se si sono sentite offese. Tutte mi hanno risposto di no e qualcuna ha anche aggiunto che vorrebbe che il suo sedere somigliasse tanto a quello esposto. I problemi di emancipazione e sociali sono altri e su quelli bisognerebbe insistere, piuttosto che andare a sindacare su una pubblicità innocente». Senza malizia dunque l’intento della palestra aperta a Vago da tre anni, dopo aver rilevato un’attività analoga ma sull’orlo del fallimento: «Abbiamo rilanciato la proposta (con l’uso dei volantini e del sedere di ragazza, ndr) e noi davvero abbiamo lavorato tantissimo. Siamo uno staff affiatato con tre addetti alla segreteria e tre istruttori diplomati che garantiscono l’apertura della struttura sette giorni su sette e dove i nostri obiettivi sono i risultati che il cliente si prefigge». Nella calda e ovattata atmosfera della palestra non sono arrivate né polemiche né proteste. «C’è solo da rimboccarsi le maniche, convincere la gente dai 6 ai 90 anni a fare sport e ci si guadagnerebbe tutti in salute», conclude. La trovata della foto e della scritta provocatoria e allusiva non è d’altra parte un’originalità assoluta. Fa parte ormai del patrimonio strumentale pubblicitario un po’ ovunque. Internet ci informa che è già stata usata, ad esempio, a Ponsacco (Pisa) lo scorso settembre, dove però il sedere fotografato era quello della contitolare della palestra Giorgia Vajas, una mossa che ha mandato sulle furie l'associazione femminista e di promozione sociale Casa delle donne di Pisa, che ha tuonato sui social: «Vi sembra possibile che una palestra possa ottenere l'affissione pubblica di un manifesto così sessista, maschilista e offensivo nei confronti delle donne? A noi pare una cosa assolutamente inaccettabile e chiediamo che il manifesto venga rimosso subito». Di qui un esposto all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria e l’immediato risultato di ottenere che il manifesto fosse coperto e ci fosse una presa di posizione della sindaca Francesca Brogi, che ha annunciato il cambio del regolamento comunale sulle affissioni per tutelare l’ente da trovate simili. •

 

LA PROTESTA DELLE DEMOCRATICHE VERONESI

Arriva la protesta delle «Donne democratiche Verona: «Come Donne Democratiche abbiamo provveduto a segnalare allo Iap, l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, il cartellone pubblicitario della palestra di Vago di Lavagno che illustra i suoi servizi attraverso il fondoschiena di una donna in costume, accompagnandolo con uno slogan quanto mai esplicito. Ci attendiamo che, come ha fatto altre volte in passato, l’Istituto intervenga rapidamente per censurare tale bestialità che è seconda soltanto alle spiegazioni rilasciate dal titolare della palestra. Sappiamo per esperienza che i fautori della mercificazione femminile sono recidivi. Su Tutto Sport di Torino è recentemente tornato alla carica Cristanini, veronese titolare di una azienda di prodotti per l’ambiente, che pubblicizza le sue idropulitrici facendole manovrare da donne in bikini e tacchi a spillo. A Verona quella pubblicità era stata messa la bando già nel 2016 grazie ad una segnalazione del movimento Senonoraquando. Tale precedente sarà d’aiuto alle donne torinesi che hanno già preso contatto con noi. Anche per questo diciamo che è necessario mantenere alta l’attenzione: non ci si può poi lamentare della violenza sulle donne se prima non si lotta contro le stereotipo della donna-oggetto».

V.Z.
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