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13.10.2019

«La vie en rose», duemila donne
in marcia per la prevenzione

Prevenzione soprattutto: il richiamo, ieri, è stato un lunghissimo serpentone color ciclamino, quello composto dalle partecipanti alla seconda edizione di "La vie en rose". La non competitiva promossa dall'Ulss 9 "Scaligera" e dal Comune di Arcole per richiamare l'attenzione delle donne sul corretto stile di vita e sulla attenzione alla diagnosi precoce per combattere i tumori al femminile ieri ad Arcole ha riunito oltre 2000 donne: tante le storie "in marcia", quelle di chi ha combattuto la malattia e ha vinto, chi la sta affrontando, chi è in salute e sa che l'attività fisica è una carta fondamentale per la prevenzione, chi sta bene ma ha voluto, così, portar con sé il ricordo di amiche che non ci sono più, chi c'era per dare un segno e per stringersi ai medici che si mettono al fianco delle donne per combattere.

 

La vie en rose (Diennefoto)

 

Tutte unite dal color ciclamino delle maglie, in primis le donne che hanno aderito alla proposta di avvicinarsi al Nordic walking per praticare una disciplina che si è rivelata particolarmente efficace nel post cura e nel post intervento. Hanno aperto loro, assieme ai tanti amministratori locali presenti, la seconda edizione della marcia: bastoncini in pugno e al loro fianco Sara Valdo, l'ultramaratoneta veronese. È lei che lo scorso anno, alla fine della prima edizione, lanciò l'idea ai medici della Breast unit, l'equipe multispecialistica in servizio all'ospedale "Fracastoro" di San Bonifacio: la proposta, a fine agosto, è stata girata ad un gruppo di donne in terapia ed è stato un successo.

 

La vie en rose (Diennefoto)

 

Dunque tutte in marcia, su 5 oppure 12 chilometri: prossimo appuntamento dell'Ottobre in rosa quello di sabato 19 ottobre, al "Fracastoro", alle 17.30: l'associazione Punto&Virgola propone "AutenticaMEnte", il concerto del coro Hàrmonia e l'apertura della mostra fotografica dei ritratti realizzati nelle diverse edizioni dell'iniziativa omonima ideata da Luana Martignon per insegnare alle donne ad amarsi e a riscoprirsi anche nel percorso di cura. 

Paola Dalli Cani
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