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17.09.2019

La polemica viaggia sul minibus sociale

Il furgone del Comune per il servizio di trasporto
Il furgone del Comune per il servizio di trasporto

A gennaio l’aumento delle tariffe per il servizio di trasporto sociale, a settembre le proteste di cui, a loro dire, si fanno carico i consiglieri di minoranza: il caro pulmino diventa oggetto di discussione e mentre chi solleva il problema suggerisce alternative e confida in un dietro front, la maggioranza del sindaco Luciano Marcazzan chiarisce di aver avuto una sola lamentela e che il costo del servizio, per la prima volta formalizzato, deve essere coperto per intero dagli utenti. Al centro della discussione il pulmino a nove posti con pedana per trasporto disabili messo su strada cinque anni fa con lo scopo, come si legge nel regolamento, di garantire il trasporto per esigenze di carattere sanitario, cioè visite, terapie o esami a chi non ha mezzi alternativi (col trasporto pubblico o con la rete familiare). «Il servizio non è mai stato formalizzato, non sono mai state messe nero su bianco le tariffe e abbiamo ritenuto di riprendere in mano la questione: lo abbiamo affidato ad una associazione (l’Anteas, ndr) per poterne garantire continuità», spiega il sindaco Luciano Marcazzan, «e nel riorganizzarlo abbiamo anche ritoccato le tariffe sia perché quanto incassiamo non copre questo servizio a domanda individuale, che per legge deve essere pagato interamente da chi ne usufruisce, sia per scongiurarne il non corretto utilizzo. Risulta che solo una minima parte delle persone che vi ricorrono non abbia alternative». Così è stato ripreso il tariffario e sono stati applicati gli aumenti raddoppiando ad esempio la tratta fino a Montecchia di Crosara (da 5 a 10 euro) o fino a San Bonifacio (da 10 a 20 euro) e applicando aumenti più contenuti su altre. «Così facendo per gli utenti il servizio diventa un disagio», dicono all’unisono i consiglieri Davide Creasi e Marco Beltrame per Concretizziamo e Nadia Bevilacqua con Lorenzo Gecchele “Per la rinascita del tuo paese”, «ma soprattutto non si comprende il criterio con cui questi aumenti sono stati applicati. Capiamo costi di manutenzione e di ammortamento, ma se se lo pagano gli utenti questo non è più un servizio». Marcazzan, dal canto suo, ribadisce che invece il costo è a carico di chi se ne avvale, «fermo restando che in caso di oggettiva difficoltà economica verificata attraverso l’assistente sociale vengono applicate riduzioni». Un’altra ragione a monte degli aumenti «è stato il venir meno dei contributi del soppresso servizio civile anziani in forza del quale il servizio era stato attivato», aggiunge il vice sindaco, e assessore al sociale, Nadia Lovato. Dalle minoranze, però, sono convinti che si poteva ovviare «partecipando a bandi per il sociale, chiedendo contributi o cercando sponsorizzazioni: con tutti i chilometri che macina la visibilià ci sarebbe eccome ma, invece, si è preferito aumentare i costi». Marcazzan taglia corto: «Ribadisco di aver ricevuto una sola lamentela in nove mesi. Quanto allo sponsor mi si aiuti a trovarlo per quando, tra qualche anno, il pulmino dovrà essere sostituito!». •

P.D.C.
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