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15.07.2020 Tags: Zevio

La conta dei danni: la zona più colpita è Santa Maria

Il frutteto monofila che era coperto con reti antigrandine e antinsetto in località Cairo, a Santa Maria
Il frutteto monofila che era coperto con reti antigrandine e antinsetto in località Cairo, a Santa Maria

Il Comune di Zevio sta raccogliendo le segnalazioni sui danni provocati dalla bufera di vento, acqua e grandine che si è verificata sabato scorso, intorno alle 17. Intanto ha messo le mani avanti, segnalando l'avversità che ha provocato «notevoli danni alle colture, terreni, strutture e immobili agricoli di una vasta area del territorio». La comunicazione sottoscritta dal vicesindaco e assessore all' agricoltura Gabriele Bottacini, conclude chiedendo l'attivazione della procedura per il riconoscimento delle avversità attraverso gravi fiscali e contributivi. «Il colpo più duro», spiega Bottacini, «il maltempo l'ha provocato in località Cairo, nei pressi dell'argine dell'Adige, a Santa Maria. Ha praticamente devastato cinque-sei campi a frutteto monofilare con reti antigrandine e antinsetto dell'azienda agricola biologica di Giovanni Caliari. Poco più in là il forte vento ha demolito anche diverse serre a fragole di Pietro e Paolo Andreoli. Per gli Andreoli c'è poco da fare, Caliari invece sta cercando di recuperare il salvabile: cioè le piante rimaste senza reti protettive ma ancora in piedi». Il vicesindaco prosegue affermando che la zona del Comune più colpita è compresa tra la frazione Bosco e il confine con San Giovanni Lupatoto. «Proprio ai confini con il vicino Comune, in località Tre ponti, una pianta stramazzata di traverso sulla provinciale ha bloccato il traffico finché dipendenti comunali coordinati dall'assessore alla sicurezza Antonio Strambini, protezione civile, vigili urbani e carabinieri, non sono intervenuti con la motosega e l’hanno rimossaa. All'incrocio della Ronchesana tra il capoluogo e Volon le forti raffiche hanno “girato” la lanterna semaforica. Alcune auto parcheggiate hanno subìto danni da rami caduti dagli alberi. Capannoni agricoli hanno visto “volare” lastre di eternit del tetto». «Di grandine non ne è caduta tanta, per fortuna», conclude Bottacini. «I danni più pesanti li ha combinati il vento fortissimo, una vera e propria tromba d'aria, epicentro la zona di Santa Maria. Evidentemente serre e reti antinsetto hanno fatto da vela e le raffiche han fatto il resto». •

Piero Taddei
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