L’uragano spiegato da Giuliacci

Andrea Giuliacci, meteorologo, all’incontro con gli alunni di Montecchia FOTO DIENNE
Andrea Giuliacci, meteorologo, all’incontro con gli alunni di Montecchia FOTO DIENNE

«Una nuvola grandissima che si raffredda in maniera talmente forte da precipitare verso la terra correndo fino a 150 chilometri orari con venti che distruggono e si spandono in tutte le direzioni»: non lo ha nemmeno nominato quel termine inglese impronunciabile che è Down burst, ma così Andrea Giuliacci ha spiegato ai bambini della scuola primaria di Montecchia di Crosara cosa è accaduto sulle loro teste il pomeriggio del 29 agosto. Eccolo qua lo «scoppio di vento», unica traduzione italiana possibile del fenomeno che ha seminato distruzione in paese: Andrea Giuliacci, metereologo di Canale 5 che ha ereditato dal papà Mario professione, competenza, passione e anche simpatia, le parole le ha scelte con cura dimostrando una capacità non comune di sintonizzarsi con la sua platea. È a lui che gli scienziati di Pleiadi, una società nata dieci anni fa da un gruppo di giovanissimi fisici convinti che la divulgazione scientifica potesse diventare un'impresa, hanno chiesto di spiegare ai bambini cosa sia stato a rendere impraticabile la loro scuola. A Pleiadi hanno pensato le maestre dei bambini della Collodi che chiudono la prima settimana di scuola «alternativa» perché diffusa tra cinque aule straordinarie approntate in altrettanti spazi comunali: in questa «scuola in viaggio» voluta proprio per aiutare i più piccoli a superare il trauma, le maestre hanno pensato che un po' di scienza (che sarà proposta pure alle prime, alle seconde e alle quarte) ci stesse proprio bene, anche per capire cosa è successo. Siccome poi uno degli ideatori di Pleiadi si chiama Lucio Biondaro ed è di Montecchia, è stato più facile. IL RESTO lo hanno fatto Pleiadi che oltre a portare scienziati ed esperimenti, ai 90 bambini delle terze e delle quinte, hanno presentato Giuliacci. Lui in argomento c'è entrato prima ancora di essere travolto dalle domande: è partito dai «temporali, che come tutti i fenomeni atmosferici, per formarsi hanno bisogno di energia. Il carburante dell'atmosfera è il sole ma se dalla terra sale calore c'è carburante in più e dunque arrivano fenomeni più violenti e intensi, come temporali in cui due correnti, una che risucchia l'aria e l'altra che scarica pioggia, finiscono con l'avvitarsi tra di loro. Perché?». Inquinamento e buco dell'ozono, questa la risposta corale, ma quale ruolo giochino lo ha spiegato ancora Giuliacci: «In atmosfera ci sono sostanze inquinanti che trattengono il calore!». Il passaggio immediatamente successivo è stato ai rimedi, cioè alla riduzione dell'inquinamento: ma come? «Consumando meno energia si inquina di meno e si scarica meno energia in atmosfera: decidiamo prima di aprire il frigo se vogliamo lo yogurt o la barretta al latte», le parole di Giuliacci. Oppure, stando al suggerimento di un bambino, «facciamo i frigoriferi con la porta trasparente!». Trovate a parte, tra esperimenti e domande si è parlato molto di ambiente, di comportamenti responsabili, di energia da fonti rinnovabili: «Possiamo dare il nostro contributo anche senza produrre energia: basta consumare e sprecare meno», l'invito ai piccoli. «Impossibile mettere un cappuccio ai temporali», ha detto Alessia Rotta, la seconda ospite a sorpresa di ieri mattina. La deputata veronese che è anche presidente della Commissione ambiente della Camera, ha spiegato: «Si possono invece fare azioni per migliorare le cose riparando i danni e premiando i comportamenti corretti. Solo così possiamo assicurarvi un futuro». Due parole sul progetto Next generation Eu e sulla proposta avanzata alla vice ministro all'istruzione Anna Ascani (assieme a un invito a far visita alla «scuola in viaggio» di Montecchia) di creare dei contest, a tema ambientale, con le scuole. Finale del sindaco Attilio Dal Cero: «Riuscirete a tornare nella vostra scuola il 1° ottobre». •

Paola Dalli Cani