Il 29enne tregnaghese terzo

Il tiramisù di Nicola, pasticcere per hobby, sul podio della sfida mondiale

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Nicola Ottaviani, terzo  nella Tiramisù World Cup
Nicola Ottaviani, terzo nella Tiramisù World Cup
Il tiramisù di Nicola

Nella sfida internazionale più golosa dell’anno, la Tiramisù World Cup, svoltasi a Treviso nel primo fine settimana di ottobre, il ventinovenne tregnaghese Nicola Ottaviani ha centrato la finale della ricetta originale del dolce al cucchiaio più famoso al mondo, arrivando al terzo posto e a contendere il titolo di campione del mondo, poi andato all’orefice vicentino, e veneziano di nascita, Stefano Vicentini.

Niente male per un giovane che fa il pasticcere per diletto, perché è impiegato amministrativo di professione e studente a Parma al terzo anno di Scienze gastronomiche. «Studio marketing, biologia, chimica e comunicazione del cibo. Come studente lavoratore seguo le lezioni on line e mi presento a Parma solo per gli esami», dice di sé. Ma com’è nata questa passione del cibo da portarlo a studiare, realizzare capolavori di arte culinaria senza essere tutto il giorno sui fornelli? «In realtà mi è sempre piaciuto più mangiare che cucinare, ma poi la passione per il cibo mi ha portato anche a scoprire l’aspetto creativo ed è stato facile passare dal piatto al fornello. Una scoperta che in realtà ho fatto tardi, perché mi sono diplomato in ragioneria e non avendo nessuna intenzione di proseguire negli studi ho scelto di andare a lavorare. Poi, tre anni fa, si è fatta strada l’idea di capire meglio il cibo e il suo mondo e di qui la decisione dell’indirizzo universitario», racconta.

Il concorso di Treviso è stata invece una scommessa con se stesso, proprio perché si tratta di una prova aperta ai non professionisti. Ci aveva provato due anni fa fermandosi in semifinale. Quest’anno aveva deciso di gareggiare in entrambe le categorie: quella della ricetta classica (uova, zucchero, mascarpone, savoiardi, caffè e cacao) e quella della ricetta creativa (con la possibilità di aggiungere fino a tre ingredienti e sostituire il biscotto). In questa si è fermato alle selezioni, invece nella prima ha scalato tutta la classifica di ben 200 concorrenti, arrivando fino alla finale e chiudendo al terzo posto, con la soddisfazione anche di ricevere il premio Hausbrandt per la miglior valorizzazione dell’ingrediente caffè.

C’erano 40 minuti di tempo per realizzare la propria ricetta e sottoporla al giudizio della giuria che teneva conto di diversi criteri per compilare la classifica dei migliori: esecuzione tecnica che valutava l’organizzazione del tavolo, la pulizia, la gestione degli ingredienti, la capacità esecutiva; presentazione estetica per l’aspetto, la disposizione del piatto, le decorazioni e la gradevolezza estetica finale; intensità gustativa per la forza e la permanenza in bocca dell’assaggio; equilibrio del piatto tra gli ingredienti utilizzati; sapidità ed armonia per la giusta dosatura degli ingredienti; armonia del gusto e percezione di leggerezza.

«Pur essendo tanto amato, il tiramisù non è affatto un dolce semplice da realizzare», mette in guardia Nicola, che ha una vasta conoscenza non solo di tiramisù, ma anche di antipasti, primi e secondi, dolci di ogni tipo, anche complicati e a strati, torte moderne e salate. «Coltivo questa passione fra le ore di ufficio e quelle dedicate allo studio», rivela e ha nelle sue sorelle le fan più accanite dei suoi piatti e in mamma Giuseppina il suo giudice più severo: «Diciamo che ho molto senso critico, ma riconosco anche che lui in cucina è più bravo di me, in tutto, non solo nei dolci», gli riconosce la mamma. Con un premio internazionale e una prossima laurea in materia, saluterà carte e scrivania per abbracciare il banco di una pasticceria? «In realtà i dolci mi piacciono come passione da coltivare, ma come lavoro mi vedo meglio a seguire temi ambientali, nel controllo della qualità, nel marketing o in indagini di mercato sui gusti dei consumatori. Per adesso mi godo questo bel risultato che mi ha dato anche tanta soddisfazione», conclude.

Vittorio Zambaldo