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13.01.2018

Il cuoricino non ha più retto Addio all’angioletto Giulia

Il sorriso di Giulia Nicoli: aveva 6 anni
Il sorriso di Giulia Nicoli: aveva 6 anni

Paola Bosaro Ci ha provato fino alla fine. Ci ha messo tutta la sua forza, la sua positività, la sua voglia di combattere… e di vivere. Ma quel cuoricino debole, questa volta, dopo l’ennesimo intervento chirurgico, non ha più retto. Se n’è andata giovedì notte, all’ospedale di Borgo Trento, la piccola stella Giulia Nicoli, 6 anni, di Veronella. Mamma Elisa Trarivi e papà Alessandro hanno pregato tanto e sperato, così come ha fatto l’intera comunità di Veronella, ma non solo. Perché Giulia era conosciuta anche fuori paese. Non soltanto perché i suoi genitori non sono originari di Veronella, ma anche perché quando le condizioni fisiche glielo permettevano la bimba partecipava ai raduni a bordo di una vecchia Fiat Cinquecento bianca, che da lei aveva preso il nome. Poco dopo la sua nascita, infatti, papà Alessandro, appassionato di Fiat 500, aveva deciso di fondare il «Team Giulia» per sensibilizzare le persone sul tema delle malattie cardiache in età pediatrica e per aiutare associazioni come «Il Grande Cuore di Moreno» che supportano le famiglie con bambini affetti da cardiopatie congenite. Gran parte dei cultori di Fiat 500 del Nord Italia conosceva la simpatia di Giulia. Basta dare un’occhiata alla pagina Facebook del papà per leggere le centinaia di messaggi di cordoglio e di vicinanza che giungono da amici e conoscenti vicini e lontani. Per il sindaco di Veronella Michele Garzon, già profondamente scosso dalla tragedia che aveva colpito la famiglia Cunico nel 2013, che aveva perso i tre gemellini Amedeo, Biagio ed Ennio, morti nella pancia della mamma, e dal tragico incidente in cui – sempre nel 2013 – perirono suo nipote Nico e altri tre ragazzi alla rotonda di Arcole, la morte della piccola Giulia è difficile da accettare. «Era la mascotte del paese», rivela commosso. «Lei, con il suo sorriso e la sua grinta, conquistava tutti. Era una forza della natura e ha avuto due genitori fantastici, in grado di dedicare un pensiero pure oggi, nel momento del dolore, alle altre famiglie che hanno figli ricoverati per cardiopatie congenite». Non c’era una sola persona, ieri a Veronella, che non piangesse per l’angioletto sorridente volato in cielo troppo presto. Giulia frequentava l’ultimo anno della materna Bambin Gesù di Veronella. «Nonostante alcune difficoltà legate alla malattia, lei non si risparmiava, metteva tutta se stessa in ciò che faceva», ricorda il parroco don Pietro Marchetto, che stasera alle 19, in chiesa a Veronella intonerà il rosario in suffragio della piccola. «Era impossibile rimanere indifferenti di fronte a quegli occhi che sprizzavano energia e a quel carattere esuberante, volitivo, sempre aperto all’incontro con gli altri. Era una presenza significativa per i suoi compagni. Purtroppo non vedevamo più la bambina a scuola dai primi di dicembre. In attesa dell’intervento non poteva più frequentare luoghi affollati, per evitare di contrarre malattie». GIULIA è nata nel 2011 e il responso dei cardiologi sulla sua patologia lasciava poco spazio alla speranza: «O questa bimba riceve un trapianto, oppure non vi resta che sperare nel miracolo». Il miracolo era poi effettivamente avvenuto. La piccola ha subito nei primi 4 anni di vita ben quattro interventi a cuore aperto (di cui il primo a soli 8 giorni di vita) ed è riuscita a superarli con il suo entusiasmo, nonostante il calvario di trascorrere tanti giorni fra visite, ricoveri e privazioni. Papà Alessandro e mamma Elisa hanno coinvolto nella loro battaglia centinaia di altre persone, hanno trovato tanti amici che davano loro la forza di continuare nel loro progetto, chiamato appunto «Team Giulia». Negli ultimi anni la piccola sembrava aver superato la fase più critica; era vivace, metteva su peso, stava pure crescendo in altezza. I problemi cardiaci, tuttavia, continuavano ad essere gravi e i medici hanno programmato un altro intervento, che doveva servire ad aumentare la saturazione del sangue. Dopo più di un mese di ricovero ospedaliero, con tanto di feste natalizie trascorse in corsia, lunedì Giulia era andata sotto i ferri, speranzosa e scherzosa come sempre. Purtroppo giovedì si è aggravata e i tentativi di strapparla alla morte si sono rivelati vani. Vana però non è stata la sua esistenza, come ricorda papà Alessandro in un messaggio: «Ringrazio tutte le persone che ci stanno dedicando un pensiero», ha scritto. «La passione per le Fiat 500 mi ha permesso di portare in giro il tuo sorriso e la tua storia Giulia: ho capito che il mondo non è fatto solo di persone cattive, ma di tanti individui che dedicano il loro tempo libero a persone meno fortunate e di medici che diventano quasi dei genitori. Giulia, avevi un dono straordinario: il sorriso in qualunque situazione, sei stata per noi esempio e insegnamento». •

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