I futuri vignaioli nel rinato mulino

La presentazione dei quattro corsi per diventare esperti del mondo del vino studiando nell’ex mulino e direttamente nelle aziendeIl sindaco Gaetano Tebaldi
La presentazione dei quattro corsi per diventare esperti del mondo del vino studiando nell’ex mulino e direttamente nelle aziendeIl sindaco Gaetano Tebaldi

Ha riaperto, dopo cinque anni di chiusura, l’ex mulino, come sede del progetto «Odino - Officine d’Innovazione». Qui, nelle sale al primo piano, prenderanno il via, da ottobre, i primi quattro corsi gratuiti di «Addetto all’imbottigliamento», «Meccanico viticolo», «Potatore» e «Cantiere», rivolti a giovani dai 16 i 30 anni. «I posti sono già esauriti ancora prima che siano state aperte le iscrizioni, tanta è stata la richiesta», annuncia Andrea D’Angelo, presidente dell’associazione Safe, che ha predisposto e dato forma al progetto. «Il primo ad iniziare sarà, ad inizio ottobre, il corso per meccanico viticolo, 28 ore di formazione con la formula dei weekend: infatti le lezioni si terranno il venerdì e il sabato, per la parte teorica, e poi direttamente nell’azienda macchine agricole Berti di Caldiero». A fine ottobre comincerà invece il corso di «Addetto all’imbottigliamento», con lezioni pratiche alla linea di imbottigliamento della Cantina di Soave. A inizio novembre partirà il corso di potatore ed infine, a fine novembre, il corso di cantiere che si svilupperà in modo itinerante in alcune cantine del territorio, come Pra’, Coffele, Cantina di Monteforte: i corsisti saranno seguiti da un enologo – tutor. «La nostra associazione, Safe, si occupa di tutt’altro: di sicurezza», ricorda D’Angelo, «ma volevamo provare un progetto sociale, calato sul territorio e quando ci è giunta questa proposta per noi è stata una scommessa realizzarla. Quasi nessuno dei membri del nostro staff sono del territorio, ma alcuni si sono trasferiti qui. Dal 13 agosto abbiamo iniziato a sistemare questa struttura, pulendola, sostituendo i serramenti e dotandola degli strumenti informatici. Peraltro, a gennaio, apriremo un bando per allestire dieci postazioni per lo smart working, nella sala dedicata alla formazione». «Con questo progetto torna a rivivere questo spazio importante per la comunità di Soave», ha ribadito alla presentazione dei corsi il sindaco di Soave, Gaetano Tebaldi, «ce l’abbiamo fatta a portare a compimento questo progetto grazie alla Fondazione Cariverona, all’Università di Verona, assieme al Comune di Soave. Enti che insieme hanno creduto a questa opportunità, così come molte aziende del territorio, che hanno aderito. Qui si prepara il futuro del nostro settore e mi auguro che questa esperienza sia replicabile, per dare stimoli nuovi ai giovani e risposte alle aziende che cercano lavoratori specializzati». «Questo è un progetto con prospettive molto buone», ha confermato il responsabile del progetto «Odino» per l’ateneo di Verona, Paolo Fiorini, «perché qui si danno le risposte alle esigenze del comparto manifatturiero e del settore vitivinicolo». «Si tratta di un progetto importante ed innovativo, non solo per la nostra realtà produttiva, ma per tutta la zona», ha sottolineato Wolfgang Raifer, direttore generale della Cantina di Soave, «con l’avvento delle moderne tecnologie, serve una crescente specializzazione del personale». «La strada tracciata dal Consorzio di tutela venticinque anni fa, prosegue oggi nella formazione, attraverso questi corsi», ha dichiarato il direttore del Consorzio di tutela vini, Aldo Lorenzoni. «Il consorzio del Soave quest’anno compie 50 anni ed è stato a fianco di Safe fin dall’inizio del progetto formativo». «Con le Officine d’innovazione è nata una sinergia tra enti pubblici, privati ed associazioni, ed abbiamo messo in relazione diretta il mondo del lavoro con la scuola», ha rimarcato il consigliere comunale delegato alle Attività sociali Angelo Dalli Cani, che ha seguito la nascita e lo sviluppo di Odino, «L’associazione Safe è il valore aggiunto di questo progetto, che interagisce con aziende e scuole con grande professionalità». «Abbiamo riaperto l’ex mulino che, nei cinque anni di chiusura, è stato oggetto di vandalismi e furti», ha concluso Dalli Cani, «ora qui porteremo anche un altro progetto, quello sulla storia di Soave, che la conferenza dei sindaci e la Regione hanno approvato venerdì 18 settembre». •

Zeno Martini