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07.07.2020 Tags: Val D'Illasi

Due asinelle ospiti della casa di riposo

Sono entrate un po’ timide e disorientate dopo il lungo viaggio in trailer da Reggio Emilia, ma è stata subito festa, accesa da un lungo applauso, alla Fondazione Centro assistenza Fermo Sisto Zerbato per l’arrivo di due asinelle, Ivonne e Matilde, mamma e figlia di 14 e 5 anni. Sono le prime ospiti residenti un una casa di riposo per anziani italiana, che rientrano in un progetto di animazione e accompagnamento che vedrà la struttura tutta coinvolgersi. Il taglio del nastro per il recinto destinato a «stanza degli ospiti con le lunghe orecchie», provvisto di un box per il ricovero notturno e di un altro per la conservazione di fieno e paglia, è stato fatto da Angelo Filippozzi, un ospite appassionato di tutto ciò che riguarda la natura e che dalla sua carrozzina ha dato il via libera alla nuova residenza asinina. Poi la prima carezza e il primo bacio sono arrivati da Teresa, che al tatto subito si è preoccupata: «Ma quanto tempo elo che non te magni, creatura!», mentre Mario, originario di Selva di Progno che nella sua infanzia era stato pastore e aveva accudito gli asini di famiglia, aveva già provveduto a preparare il miglior giaciglio di paglia per le nuove ospiti.

 

LORO DUE, INCURANTI di quanto succedeva intorno, hanno adocchiato subito il tenero trifoglio del parco, cresciuto all’ombra dei grandi pini marittimi, e si sono messe tranquillamente a brucare. Non è stata una benedizione quella del parroco don Nicola, ma un saluto di benvenuto e un augurio: «Che possano essere come l’asina di Balaam, che nella Bibbia parla con la voce di Dio al mago venuto per maledire Israele e resta invece convinto di doverlo benedire. Che animali così mansueti possano essere segno della carezza di Dio per tutti voi». Ed è proprio per la mansuetudine, la tolleranza e la simpatia che questi animali suscitano, che sono stati scelti per abitare e far animazione con gli ospiti. L'idea era partita ancora una decina d’anni fa da Davide Zenaro, infermiere e coordinatore della Fondazione, nonché responsabile dello «staff degli asini», nove persone fra infermiere, educatori, operatrici e psicologhe che si sono coinvolte con un corso di formazione per poter operare correttamente nella relazione fra asini e ospiti. «Abbiamo imparato come camminarci insieme, come condurre l’asina a fianco di un ospite in carrozzina, come prendersene cura, spazzolarle, controllare l’acqua e il fieno, tenere pulita la stalletta, compiti che saranno affidati agli ospiti, accompagnati da uno dello staff», riferisce Davide, che rivela come la scelta sia caduta sull’asino anche in considerazione che tutti i 200 anziani presenti hanno avuto in qualche modo nella loro infanzia un rapporto di lavoro o di conoscenza con questi animali. La struttura ha già la presenza da oltre un decennio di Lucy, la cagnolina addestrata per la pet therapy che non è stata scelta per la casa di riposo, ma è stata lei stessa, sfuggendo alla sua padrona, a scegliere di diventare residente con gli ospiti. Ultimamente sono cambiate anche le regole e Rina è la prima ospite che è potuta entrare portando la sua cagnolina Gaia, una barboncina che guarda con interesse e un po’ di timore la presenza delle due asine: «Era la condizione per la quale avevo accettato di venire qui: o prendete anche lei o io non entro», racconta Rina. •

Vittorio Zambaldo
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