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21.07.2019

«Distretto, sono stati dieci anni buttati via»

Franco Casotto, capogruppo della Lega a Montecchia FOTO AMATO
Franco Casotto, capogruppo della Lega a Montecchia FOTO AMATO

Distretto a Montecchia, avanti tutta anche per le minoranze che, però, tirano le orecchie a chi a prendere le decisioni per il paese c’era ieri e c’è anche oggi: «Dove sono stati tutti negli ultimi 10 anni? Il distretto è stato abbandonato e il problema è stato affrontato in modo troppo superficiale», tuonano il capogruppo della Lega in Consiglio Franco Casotto ed il segretario locale del Carroccio Aldo Muraro. Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Cavazza, che come Casotto ha corso da sindaco e oggi in minoranza guida i consiglieri di Montecchia solidale: «Del trasloco del distretto si parla da dieci anni e, a quest’ora, dovrebbe essere funzionante da otto», considera. Riguardo poi a quella che sarà la posizione del suo gruppo in merito chiarisce: «Sulle cose concrete siamo già da ora pronti a fare la nostra parte». Stesso impegno che assumono dalle fila della Lega, «siamo pronti a sostenere il sindaco Attilio Dal Cero a fronte di un progetto organico e conforme alle direttive. Ci impegneremo perché arrivino finanziamenti per il bene di Montecchia ma se la logica dovesse essere ancora quella per cui bastano due secchi di malta per tirare avanti, non saremo il sostegno del secchio». Fin qui gli orientamenti per ciò che accadrà dopo che Montecchia ha candidato a nuova sede del distretto una porzione del fabbricato che ha costituito l’ampliamento delle ex scuole medie. Soprattutto in casa Lega, però, c’è anche l’esigenza di ristabilire quella che per Muraro e Casotto è la verità dei fatti. «Biasimiamo quei consiglieri di maggioranza che sono in amministrazione da anni che utilizzano i social per diffondere vergognose falsità». Il riferimento è alle ragioni per le quali nel 2011 Montecchia dovette rinunciare all’idea di utilizzare un contributo regionale da 400 mila euro per integrare le spese di trasloco e potenziamento del distretto alle ex scuole medie: «Fu l’architetto Antonio Canini, dirigente regionale delle strutture sociali e sanitarie della Regione, a comunicare che il nuovo progetto dell’allora sindaco Edoardo Pallaro cambiava destinazione d’uso precludendo pertanto il finanziamento previsto nel progetto precedente, validato il 2 febbraio 2010. Questa comunicazione», sottolinea Muraro, «venne pubblicata sul giornalino comunale, e dunque non si può sostenere che non sia risaputa da otto anni. Oggi, tuttavia, ci sono ex ed attuali amministratori che fantasticano su presunte manovre politiche». Il riferimento, in questi anni, è sempre stato fatto guardando a Roberto Turri, che ha chiuso a maggio il suo decennio da sindaco di Roncà e che oggi, da vice sindaco, ha ricordato la proposta di sede alternativa nel proprio comune: «Non faremo la guerra né a Montecchia né a Roncà che, per inciso, si è solo resa immediatamente disponibile con una soluzione diversa prendendo atto che i locali in uso ad oggi all’Ulss e quelli originariamente proposti non rispondono alle normative», chiarisce Casotto, «auspichiamo piuttosto che il sindaco Dal Cero lavori per un progetto organico e conforme». •

P.D.C.
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