Viaggio di 22 ore di Sfera Onlus

Dall'Est Veronese all'Est Europa, nove volontari in viaggio con gli aiuti per l'Ucraina

La colonna mobile accolta a Baia Mare, in Romania
La colonna mobile accolta a Baia Mare, in Romania
Colonna mobile Sfera

 Ventidue ore e mezza di viaggio e ieri sera, alle 23, la colonna mobile della Pubblica assistenza Sfera Onlus, partita la sera prima da San Bonifacio, ha raggiunto Baia Mare, in Romania.

La tabella di marcia, questa mattina, potrebbe subire un cambiamento: con la Croce rossa locale, infatti, in queste ore si sta valutando di entrare in Ucraina per portare lì gli aiuti raccolti. Il convoglio composto da due ambulanze e due camioncini colmi di aiuti raccolti in sole 48 ore, e condotto da un gruppo di nove volontari veronesi, è stato accolto da suor Rosalba, la religiosa italiana da anni impegnata all’ospedale di questa località ad una trentina di chilometri dal confine Nord con l’Ungheria.

 

Colonna mobile Sfera

 

Ad attenderli una abbondante porzione di bigoli preparati dalla suora che ha pure preparato la cena per una ventina di rifugiati che erano attesi nella notte. «Stamattina è partita da qui una famiglia, mamma e papà e sei bambini su un piccolo furgone», ha raccontato suor Rosalba al gruppo guidato da Michele Dal Magro (presidente di Sfera), «sono tantissime le mamme con bambini, qualche persona anziana. Il primo giorno di conflitto abbiamo incontrato una famiglia che era uscita dal confine per fare la spesa in Romania, dove la roba costa meno: poi è scoppiata la guerra e non sono più tornati in Ucraina».

La destinazione di consegna degli aiuti avrebbe dovuto essere Sighetu, ma suor Rosalba vuole essere certa che la missione umanitaria possa andare davvero a sostegno di chi ha bisogno e gli aiuti non vengano, per così dire, intercettati. Stamattina, quindi, è in programma un briefing con la Croce rossa per verificare le condizioni di sicurezza legate al passaggio del confine ucraino per scaricare i due camioncini in territorio di guerra. A Sighetu, come ha spiegato suor Rosalba, «c’è una frontiera dove sono operative alcune Ong, da Croce rossa a Unicef: lì vengono smistati i profughi, alcuni scendono a Baia Mare, ma la maggior parte esce. Sono indirizzati in Francia e Germania, Polonia, Svizzera, Paesi che molti hanno come destinazione di ricongiungimenti».

Sofferte le parole di suor Rosalba nel raccontare il dramma di chi fugge ma la religiosa non può non commuoversi davanti all’enorme solidarietà che fa da contraltare a tanta sofferenza: «La solidarietà, l’associazionismo si sono mossi in un modo straordinario: qui abbiamo decine di famiglie che hanno aperto le loro case e hanno accolto chiunque». 

Paola Dalli Cani