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24.03.2020

Da una cantina veronese un silos per l'ossigeno per l'emergenza coronavirus

Una cisterna alta quasi 7 metri e del peso di 90 quintali: è quella che ieri pomeriggio è partita dalla cantina Ca' Rugate di Montecchia di Crosara, dove era utilizzata per stivare azoto utilizzato nella produzione vinicola, alla volta dell'ospedale da campo che entrerà in funzione oggi, a Mantova, nei pressi dell'ospedale «Carlo Poma» dove già da un mese è stata approntata una tenda per l'esecuzione dei tamponi.

Da fronteggiare c’è l’atteso picco di contagi. «Domenica sera ho ricevuto da Linde Italia, l’azienda leader nella fornitura di gas industriali che lavora anche col settore farmaceutico, un autentico Sos», spiegava ieri Michele Tessari, patron dell'azienda agricola monscledense. «Nell’imminenza dell’apertura dell’ospedale da campo di Mantova servono cisterne adeguate a garantire una certa autonomia relativamente all'ossigeno gassoso dal quale dipende la sopravvivenza dei pazienti più gravi affetti da Coronavirus. La Linde ha censito i suoi clienti e li ha contattati chiedendo di poter avere in disponibilità i silos».

 

Tessari prende fiato perchè già a raccontarla si commuove: «Credo che in questa situazione di emergenza nessuno potrebbe dire di no e così è stato concordato il recupero della cisterna che arriva a contenere 14 mila litri di azoto normalmente utilizzato durante le operazioni di vendemmia e in minima parte per l’imbottigliamento. Non tornerà per la raccolta? Pazienza», dice, «ci faremo bastare quello che abbiamo».

La preparazione del mastodontico silos è iniziata già domenica sera con lo svuotamento ed il distacco della cisterna in modo che fosse tutto pronto per il recupero. E ieri, poco dopo le 15, due enormi camion dotati entrambi di gru si sono presentati davanti ai cancelli dell’azienda. Un groppo in gola, il saluto pieno di entusiasmo degli autisti e poi via con le operazioni di smantellamento e carico. Grazie ad una gru il silos è stato sollevato, spostato in sospensione verso il rimorchio ed agganciato sul lato opposto dalla seconda gru: il «barilotto» a quel punto è stato lentamente messo in orizzontale per poi essere calato ed assicurato nel rimorchio. «Linde provvederà alla sanificazione e alla riconversione della cisterna che arriverà a contenere 12 mila metri cubi di ossigeno gassoso. Mi hanno spiegato», diceva ieri Tessari, «che un malato di Coronavirus in terapia intensiva abbisogna di 20 metri cubi di ossigeno gassoso all’ora. Questo significa un’autonomia di seicento ore, come dire 23 giorni di vita». La cisterna sarà la dispensa dell'ossigeno che servirà per rifornire bombole da 10 metri cubi. Ieri, quando i camion si sono rimessi in marcia, la commozione è stata incontenibile per tutti, i pochi operatori di Ca’ Rugate in azienda ma anche lo stesso personale Linde che da giorni sta recuperando in mezza Italia queste attrezzature diventate degli autentici salvavita.

«La vita è il bene più prezioso», le commosse parole di congedo di Tessari, «non riesco a credere che un semplice sì possa salvare delle vite».

Paola Dalli Cani
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