Vestenavecchia

Cucciolo di capriolo salvato da tre bambini. La polizia provinciale: «Bravi, ma questi animali non vanno toccati»

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Il cucciolo di capriolo trovato a Vestenavecchia
Il cucciolo di capriolo trovato a Vestenavecchia
Il cucciolo di capriolo trovato a Vestenavecchia
Il cucciolo di capriolo trovato a Vestenavecchia

Ha circa due settimane il cucciolo di capriolo trovato ai margini di un campo a Vestenavecchia, subito dopo il taglio del fieno e amorevolmente soccorso da tre bambini. «Era così piccolo e triste che ci ha fatto tanta pena e lo abbiamo portato al sicuro», racconta Andrea, 9 anni che mentre, correva nel prato davanti casa in compagnia del fratellino Alberto e del cugino Tommaso per rastrellare il fieno dopo lo sfalcio del trattore, aveva scorto il caprioletto.

I tre ragazzini non hanno avuto alcun dubbio: «Dobbiamo metterlo al sicuro, forse è ferito». Un pensiero condiviso con un’occhiata d’intesa, e subito messo in atto. La bestiola dal canto suo non ha opposto resistenza, anzi si è lasciata prendere in braccio tranquillamente. «Mamma, mamma, guarda cosa abbiamo trovato», gridavano i tre «salvatori», dirigendosi verso casa, orgogliosi e sicuri che il loro gesto di altruismo avrebbe salvato la vita al cucciolo. Mamma Marzia e papà Matteo, seppur colpiti positivamente dal gesto dei tre ragazzini, si son subito resi conto che non era la cosa più giusta, trattandosi di un capriolo, ossia fauna selvatica. Ma i bimbi non lo sapevano. I genitori si sono subito allertati: «Non è stato facile trovare risposta al telefono», confessa la signora Marzia, «ma alla fine ci sono riuscita e la Polizia Provinciale mi ha dato le indicazioni su come accudirlo fino all’indomani, quando sarebbero venuti a prenderlo». Insomma, per i ragazzini nemmeno il tempo di dare un nome al piccolo Bambi che se lo sarebbero portati via.

Ci ha pensato papà Matteo a preparargli un morbido giaciglio nel garage per trascorrere la notte: «Troppo pericoloso lasciarlo fuori, qui siamo assediati da cinghiali e cani pericolosi. A malapena si reggeva sulle zampe, ma non appariva impaurito, anzi nel garage mi seguiva come un cagnolino». E mamma Marzia: «Era spaesato, ma ha mangiato, bevuto e girovagato in garage, viste le tracce di pipì lasciate un po’ dappertutto». Impossibile per i tre bambini non affezionarsi. Ma ora il loro compito è raccontare agli amici che questi bellissimi animali, tornati a popolare la Lessinia, vanno tutelati, mantenendo le distanze. Quindi, come raccomanda la Polizia provinciale: «Oltre a non essere raccolti, i cuccioli di fauna selvatica non devono nemmeno essere toccati poiché la madre, sentendo poi sul piccolo l’odore dell’uomo, lo abbandonerebbe». Ora Bambi è a Lazise, al Centro recupero fauna selvatica, ma non ci rimarrà a lungo. E successivamente potrà essere reinserito nel suo habitat o continuare a vivere in ambiente protetto. 

Mariella Gugole