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26.04.2019 Tags: San Mauro di Saline , Mezzane di Sotto , Illasi , Badia Calavena , Tregnago , Verona , Andrea Dal Cappello , Trichopria drosophilae , Drosophila Suzukii , Biologico , Pesticidi

Coltivatori uniti nella lotta (senza prodotti chimici) all'insetto che devasta i ciliegi

Una cinquantina di coltivatori della Val d’Illasi e della Lessinia orientale hanno scelto di coalizzarsi per combattere con la lotta integrata e biologica un nemico comune: la Drosophila Suzukii, che da anni sta mettendo in ginocchio il raccolto delle ciliegie.

Tutto è partito dall'iniziativa di Andrea Dal Cappello, «stufo di vedere avvelenare l’ambiente con prodotti chimici, spese sempre più crescenti e risultati sempre più scarsi. Così mi sono informato, ho studiato il successo della lotta integrata portata avanti dall’Istituto agrario di San Michele all’Adige (Trento) e appoggiato lo scorso anno anche da un programma sperimentale della Regione Veneto e ho coinvolto una decina di agricoltori della zona di San Mauro di Saline a provarci. È stato relativamente facile perché il terreno era già ben predisposto dopo i successi di un’analoga iniziativa per la lotta contro la vespa cinese del castagno che in tre anni siamo riusciti a contenere», racconta Andrea.

 

UN ESERCITO DI 80.000 INSETTI

Oggi sono una cinquantina gli agricoltori delle zone di Tregnago, Badia Calavena, San Mauro di Saline, Mezzane di Sotto e San Rocco di Piegara, coinvolti nel progetto. A tutti sono state distribuite, secondo le dimensioni dei rispettivi frutteti, delle boccette contenenti larve in fase di sfarfallamento di Trichopria drosophilae, un antagonista che si trova naturalmente nel nostro ambiente e che ha la caratteristica di essere parassitoide della Drosophila Suzukii. In pratica depone un uovo nella pupa (l’insetto ancora in fase larvale) della Drosophila e la larva di Trichopria cresce a scapito della Drosophila, facendo un favore alle ciliegie che non vengono intaccate e al coltivatore che può vedere con soddisfazione il risultato del proprio lavoro. In un paio di ore sono state suddivise fra le cinquanta aziende 159 boccette, pari a 80mila insetti distribuiti sull’intero comprensorio di 70 ettari.

«Il vantaggio è anche economico», conclude Andrea Dal Cappello, «perché con 150 euro copriamo un ettaro con tre successivi lanci, mentre la stessa cifra la spendevamo per il prodotto di sintesi la cui efficacia non superava i tre giorni e doveva essere ripetuta più volte fino alla conclusione della raccolta»

Vittorio Zambaldo
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