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25.01.2020 Tags: Caldiero

Studenti delle medie e l’infanzia rubata nei campi di Terezin

Per non dimenticare il dramma dei bambini deportati nei campi di sterminio nazisti, in occasione del Giorno della Memoria, che si celebrerà lunedì 27 gennaio, il Comune di Caldiero, insieme alla biblioteca don Pietro Zenari e in collaborazione con l’associazione «I figli della Shoah», ha promosso lo spettacolo «L’infanzia rubata - I bambini di Terezin», curato dall’insegnante Stefano Corsi e dai docenti della scuola media Antonio Pisano di Caldiero. La messa in scena è degli studenti delle scuole medie del paese. Lo spettacolo, che ha debuttato ieri al teatro parrocchiale, per i genitori degli allievi, viene riproposto oggi, sempre a teatro, alle 9, per gli alunni delle classi quinte della scuola elementare «Carlo Ederle» e sarà poi replicato domani, alle 15, in piazza Brà, a Verona, sotto la tensostruttura allestita dal sodalizio «I Figli della Shoah». Dal ghetto di Terezin, città della Repubblica Ceca, vennero deportati tra il 1941 e il 1945 dai nazisti, nei campi di sterminio, 140 mila ebrei: tra essi c’erano neonati, bambini e ragazzi. «Sarà l’occasione», ricordano il sindaco Marcello Lovato e il consigliere delegato all’Istruzione Elisa Bonamini, «per permettere ai nostri ragazzi di riflettere sulle conseguenze della discriminazione razziale e per capire come un’intera generazione sia cresciuta nel dolore e nella paura». «Un particolare ringraziamento va all’istituto comprensivo di Caldiero, guidato dal nuovo dirigente scolastico Andrea Trentini», aggiungono Lovato e Bonamini, «che permette ai nostri ragazzi di diventare protagonisti nella trasmissione di quei valori di non violenza, di pace e di compassione, tanto disattesi oggi». «Siamo grati inoltre al professor Stefano Corsi», concludono il sindaco e la consigliere comunale all’Istruzione, «insegnante di musica alla nostra scuola media e regista dello spettacolo, perché permetterà ai nostri ragazzi di essere anche in piazza Brà a Verona, domani, a vivere un’esperienza forte di testimonianza, rivolta a tutti i veronesi». •

Z.M.
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