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12.07.2020

Ballottaggio per una nuova via Almirante batte Berlinguer

SINISTRA  Enrico Berlinguer: Sassari, 25 maggio 1922-Padova, 11 giugno 1984DESTRA  Giorgio Almirante: Salsomaggiore Terme, 27 giugno 1914 - Roma, 22 maggio 1988Michele Caneva
SINISTRA Enrico Berlinguer: Sassari, 25 maggio 1922-Padova, 11 giugno 1984DESTRA Giorgio Almirante: Salsomaggiore Terme, 27 giugno 1914 - Roma, 22 maggio 1988Michele Caneva

Il Comune di Zevio sta per intitolare una nuova via a Giorgio Almirante, segretario del Movimento sociale italiano: si trova nel capoluogo, nel piano di lottizzazione «Via Aldo Moro». Ha vinto il ballottaggio, come recita la relativa delibera di giunta, con Enrico Berlinguer, segretario del Partito comunista italiano. Uomini d'altri tempi, di opposto colore politico, entrambi trascinatori di folle, rimasti nel firmamento della destra e della sinistra nonostante siano scomparsi da tempo (rispettivamente nel 1988 e nel 1984). Quanto a titolazione, in paese c'è chi pensa che abbia prevalso Almirante perché la giunta zeviana è di centrodestra. Vero o no che sia, la delibera di giunta contiene l'indicazione agli uffici municipali che il nominativo di Berlinguer sia tenuto in considerazione per un'eventuale espansione urbanistica nelle vicinanze di via Aldo Moro. Se così, prima o poi anche Berlinguer potrebbe avere una strada a suo nome. C’era da aspettarselo: la notizia dell'intitolazione ha smosso (per ora) le acque della politica locale. Stefano Fittà, capogruppo consigliare di Zevio bene comune, lista di centrosinistra, premettendo di non considerarsi un discepolo di Berlinguer, obietta: «Non sono mai stato comunista. Tuttavia non era il caso di intitolare una via ad Almirante, per ragioni giuridiche, storiche e politiche. Impossibile dimenticare, per esempio, che il politico emiliano- romagnolo fece parte del comitato di redazione della rivista antisemita e razzista La difesa della razza e poi fu firmatario del «Manifesto della razza». «Non solo», prosegue Fittà: «a mio giudizio, durante il fascismo, prima, e la Repubblica, poi, le scelte di vita, i valori e le azioni di Almirante non furono mai testimonianza di sviluppo materiale e civile. Invece Berlinguer non ha nulla da nascondere: si è sempre impegnato coerentemente per una società più equilibrata, a difesa dei lavoratori e contro ogni discriminazione. Ccontrapporre i due personaggi, come ha fatto l'amministrazione Ruzza, è puramente strumentale. Va considerata una provocazione, poiché tra Almirante e Berlinguer c'è una bella differenza. In definitiva e comunque la si veda, sarebbe stato più opportuno intitolare la via a una figura di rilievo locale», taglia corto il capogruppo della lista Zevio bene comune In Comune la «mente» dell' intitolazione è considerato l'assessore Michele Caneva, che eplica così a Fittà: «Certo che Almirante e Berlinguer hanno avuto una vita diversa. Entrambi però, pur da fronti opposti, hanno dimostrato di essere, con gesti semplici ma importanti, gran galantuomini della politica. Sono stati, insomma, uomini nel vero senso della parola. Questo il motivo dell'attribuzione di una via, al momento, ad Almirante ma in futuro anche a Berlinguer». Per gesti semplici ma importanti, Caneva allude in particolare al momento della scomparsa di Berlinguer (il segretario del Pci fu colpito da un ictus a un comizio a Padova e morì pochi giorni dopo), quando l'ex fascista Almirante, senza subire contestazioni, fece vista alla salma del defunto nella camera ardente allestita in via delle Botteghe Oscure, allora sede nazionale del Pci. Quando nel 1988 anche Almirante morì, due colonne portanti del Partito comunista, Nilde Jotti e Giancarlo Paietta, ricambiarono l'omaggio. La bibliografia sottolinea che, pur essendo estremamente diversi, Almirante e Berlinguer non si insultarono mai in alcuna tribuna politica televisivo e non si sono considerarono mai nemici bensì avversari. •

Piero Taddei
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