Appiccano il fuoco a una serra e poi si accaniscono sull’orto

Quel che resta della serra dopo il rogo
Quel che resta della serra dopo il rogo
Quel che resta della serra dopo il rogo
Quel che resta della serra dopo il rogo

Danno fuoco a una serra, rovesciano le cisterne d’acqua e strappano dall’orto tutto quello che capita loro a tiro. È il finale di un pomeriggio tra ragazzi arrivati in loco in motorino, questo almeno raccontano i residenti di via Buso, a Roncà. Domenica tra le 19 e le 19.30 in tanti hanno visto la nuvola di fumo nero che saliva da un appezzamento lungo il sentiero naturalistico della Val Nera, ma quello che è successo davvero lo hanno constatato carabinieri e vigili del fuoco fatti intervenire dai residenti. «Sono abituato a recuperare quasi ogni settimana sacchi e sacchi di bottiglie che alcuni giovanissimi che vengono da queste parti consumano e abbandonano. Stavolta, però», racconta Renzo Negretto, proprietario del pezzo di campagna che è stato teatro dei vandalismi, «si è superato ogni limite». «Si sono accaniti sull’orto», prosegue l’uomo, «hanno rovesciato le cisterne nelle quali avevo messo da parte l’acqua e hanno pure dato fuoco alla serra. Non se ne può più», protesta esasperato Negretto. «E la cosa che non mando giù è che sono quasi sicuramente ragazzi della zona. Chi viene da fuori, e sono tanti, rifiuti o devastazione non li lascia». L’appezzamento di Negretto non è recintato ed è stato lui a volerlo. «Per non interrompere il sentiero naturalistico che è una delle attrattive del paese», spiega. «Ho accettato limitazioni alla mia stessa libertà ma è questa cosa insensata a far male più che il danno economico». La moglie lunedì si è precipitata in Comune a protestare ma anche a minacciare di chiudere la proprietà. «Qui vengono tantissime persone», prosegue Negretto. «qualche settimana fa una compagnia di ragazzi con tanto di tende e musica al seguito: dovevo far legna, ho detto loro che avrei rimandato per non disturbarli e ho raccomandato che lasciassero come avevano trovato ed è stata una soddisfazione vedere che così, poi, è stato». Ma non va sempre così e lo conferma anche Elio Viali che ha una proprietà confinante e che domenica ha fotografato ciò che restava dello spregevole raid. «È uno dei posti più belli di Roncà e non è possibile che in questo periodo, ogni settimana, mi ritrovi a recuperare e a portare via sacchetti di bottiglie e altri rifiuti» Non nasconde la propria amarezza il sindaco Lorenzo Ruggeroni: «Un atto insensato che fa solo rabbia: mi auguro davvero che si risalga agli autori. Telecamere nei boschi risultano difficili da installare, forse una a inizio strada ma valuteremo: dispiace si disprezzi così la grande disponibilità di alcuni cittadini e mi auguro non si arrivi davvero a chiudere le proprietà per colpa di pochi incivili». •

P.D.C.

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