A San Bonifacio

Anna si mette in gioco e inaugura la pasticceria «Le Delizie di Alice»

La 17enne Dal Cortivo, affetta dalla sindrome di Down, apre domani 24 settembre, la pasticceria in via Prova
Anna Dal Cortivo con la sua torta, prima e dopo la cottura
Anna Dal Cortivo con la sua torta, prima e dopo la cottura
Anna Dal Cortivo con la sua torta, prima e dopo la cottura
Anna Dal Cortivo con la sua torta, prima e dopo la cottura

Anna si mette in gioco e propone ai sambonifacesi Le dolcezze di Alice: si chiama così il bar pasticceria che aprirà domani (24 settembre 2022) alle 15 in via Prova 42/c a San Bonifacio.

Se il mondo della disabilità fatica a trovare un giusto contesto di valorizzazione e per i ragazzi, concluso il ciclo scolastico, non sembrano esserci troppe possibilità, a prendere l'iniziativa è stata una mamma. Si chiama Giusy Stefanello ed è la mamma di Anna Dal Cortivo, una ragazza di quasi 17 anni affetta da sindrome di Down: «Anna ha sempre amato fare cose in cucina, soprattutto i dolci. Per questo ha frequentato il biennio dell'istituto alberghiero di Soave», dice Stefanello.

«Gli ultimi due, però», spiega, «sono stati fortemente condizionati dalla pandemia e le hanno fatto mancare la cosa fondamentale, cioè le relazioni umane. Concluso l'anno scolastico ho visto Anna demotivata: inaccettabile per me che una ragazza che ha moltissimo da dare passi le giornate trasferendosi dal divano al letto con in mano un cellulare e così mi sono detta che un piccolo sacrificio da parte nostra, facendo buon viso alle difficoltà pratiche legate ai trasporti per la frequenza del terzo anno alla sede di Caldiero, sarebbe potuta diventare un'opportunità per lei e per tanti altri ragazzi».

Anna gravita sulla Onlus Il paese di Alice che proprio a Prova riempie il tempo libero dei ragazzi con disabilità con attività, corsi, laboratori: «Il percorso di inserimento lavorativo attraverso il Sil, cioè il Servizio di integrazione lavorativa, molto spesso è un percorso che i ragazzi sono chiamati a fare in autonomia. Molti di loro, però», spiega Stefania Solfa, che del Paese di Alice è la presidente, «nei primi tempi hanno bisogno di un supporto e questa esigenza spesso viene colmata dalle famiglie che si fanno carico di un educatore».

«Progetto futuro» fermato dalla pandemia

Qualche anno fa per ovviare a questo problema un gruppo di famiglie si era prima messo in rete per provare ad agganciare alcune aziende della zona per poi maturare l'idea di aprire una piccola azienda inclusiva al 100%: a fermare il Progetto futuro (si chiamava così) la pandemia.

L'idea di prendere in affitto un piccolo bar bianco, assumere la dipendente di un panificio chiuso da poco e, al suo fianco, Anna e altri ragazzi assieme a un operatore del Paese di Alice è nata così: «La pasticceria per ora ci limiteremo a venderla, magari proponendo occasionalmente ai ragazzi dei laboratori: un laboratorio di pasticceria vero e proprio, che passasse ad esempio per una cooperativa sociale, presuppone spazi e attrezzature diverse ma se l'obiettivo è quello di restituire ai ragazzi la possibilità delle relazioni umane che sono la sostanza dell'inclusione e rendersi utili valorizzando il loro saper fare, questo è un ottimo punto di partenza», spiega Stefanello, un'estate sui libri tra corsi Sab ed Haccp (per lavorare nel settore alimentare).

Ad andare un po' oltre vien da pensare che l'idea di questo bar fuori dagli schemi possa far breccia nel cuore di qualche pasticcere al punto da scegliere le Dolcezze di Alice come vetrina delle sue creazioni: un passo alla volta, intanto (col sostegno e la tifoseria di papà Antonio e di Irene e Michele, fratelli di Anna) si parte e per avviare l'attività sono già stati abbozzati percorsi personalizzati, e con copertura assicurativa, che ad orario ridotto e per alcuni giorni a settimana, in un ambiente accogliente e protetto, coinvolgeranno Anna ma anche Elisa, sua amica ventiduenne del Paese di Alice. Un modo «dolce» per esprimere le più diverse delle abilità. •.

Paola Dalli Cani