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01.02.2018

«Agevolarono la ’ndrangheta» In sei a giudizio

In sei a giudizio a partire dal 10 aprile in tribunale a Verona con le accuse di minacce, violenza privata, emissioni di fatture false, usura ed estorsione a seconda delle posizioni. Il tutto condito dall’aggravante di aver agevolato l’attività di stampo mafioso con i fatti finiti nel mirino della Dia. Ha resistito agli attacchi della difesa due giorni fa nell’aula del gup di Venezia Barbara Lancieri l’impianto accusatorio del sostituto procuratore della Dda di Venezia, Giovanni Zorzi. In realtà, era già sparita l’ipotesi dell’associazione a delinquere di stampo mafioso, sbriciolatasi durante la fase delle indagini preliminari. Ma tant’è che Salvatore Cappa, 49 anni, detto Turuzzo, detenuto nel carcere di Oristano e collegato a Venezia in video conferenza, Francesco Frontera, 42 anni, detto Provolone, detenuto a Bologna, ambedue condannati in appello nell’ambito dell’operazione Aemilia, Aleksandra Dobricanovic, 34, Francesco Grisi detto Giovanni, 49 anni, il fratello Roberto Giovanni, 40, e Carlo Scarriglia dovranno presentarsi in tribunale per rispondere di alcuni episodi tra estorsioni, usura, violenza privata, avvenuti tra San Bonifacio e dintorni tra il 2006 e il 2015. Tra gli imputati c’è, quindi, anche Giovanni Grisi, rimasto tetraplegico nell’agguato ai suoi due fratelli, uccisi in un negozio di moto in pieno a centro a Crotone il 19 gennaio del 2011. Quel duplice omicidio, però, non sarebbe riconducibile a vicenda di ’ndrangheta. L’udienza, celebratasi martedì a Venezia, è durata diverse ore perchè i difensori (avvocati Alice Chiementin, Teresa Bruno, Bruzzese, Prat e Comberiati) hanno tentato di cancellare l’aggravante relativa alla ’ndrangheta. In pratica, il pm Zorzi della Distrettuale antimafia ha accusato tutti gli imputati di aver commesso i reati per agevolare l’attività di un’associazione ’ndranghetista. I richiami dei difensori erano originati anche dall’ulteriore tentativo di dichiarare incompetente nelle indagini la Direzione distrettuale antimafia. Tutti questi tentativi, però, sono andati a vuoto e in aprile si inizierà il processo. • G.CH.

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