A Cazzano di Tramigna

Addio agli olivi secolari dell'eremo. Ora vigneti per l'Amarone

Cazzano di Tramigna, con e senza gli ulivi
Cazzano di Tramigna, con e senza gli ulivi

Se ne sono andati, muti e mutilati, caricati come vecchi inservibili su camion che li hanno portati chissà dove. Per venti di loro c’era l’obbligo di ricollocarli in un altro terreno, per altri 59 nessuna prescrizione. Sono olivi secolari di Cazzano di Tramigna che hanno visto le stagioni peggiori, di gelo e siccità, e sono sopravvissuti, ma non avevano mai conosciuto la fredda stretta delle braccia delle benne e delle gru che li hanno sradicati dalla loro terra e la sopravvivenza non sarà garantita.

 

Si chiudono gli occhi di antichi testimoni del territorio e con loro si spegne il paesaggio, perché dove c’erano chiome argentate sempreverdi, oggi c’è un terreno nudo e domani ci sarà una selva di pali di ferro o di cemento e un groviglio di fili per sostenere un vigneto.

 

È la legge del mercato, che spiega perché un litro di Amarone in queste valli si paga anche 600 euro e un litro di olio extravergine di oliva stenta a essere pagato 12 euro e racconta meglio di tante filosofie perché il posto di un tronco di olivo secolare, del valore etico e paesaggistico incommensurabile, sia preso da una decina di barbatelle di Corvina da un euro. Qualcuno potrebbe pensare che il danno economico non ci sia per quattro tronchi secolari, ma invece il danno culturale, paesaggistico, idrogeologico, è sotto gli occhi e i piedi di tutti, in un ambiente che conosce sempre più disastri e sventure ecologiche.

 

È toccato a 79 olivi a ridosso della chiesetta medioevale di San Pietro in Briano, essere sradicati dai loro affetti, come prima è toccato a tanti altri olivi sul versante opposto della Val Tramigna, sotto lo sguardo ormai spento del castello di Illasi. In questi anni è toccato anche a centinaia di ciliegi che imbiancavano questa valle e quelle vicine con la loro fioritura primaverile.

 

«È tutto in regola», assicurano dall’Ufficio tecnico del Comune ed è difficile dubitare che da posizione così in vista si sia tentata la trasgressione. 

 

L'articolo completo su L'Arena in edicola.

Vittorio Zambaldo