il caso

Via ai lavori dell'ascensore per l'inquilino disabile. Ma alcuni condomini si mettono.... di traverso

In un palazzo di lungadige Matteotti: c'è l'autorizzazione del Comune e l'uomo si è accollato tutte le spese. Ma alcuni residenti bloccano con l'auto lo svolgimento del cantiere
Pierpaolo Pasqualotto e le auto parcheggiate in cortile (Marchiori)
Pierpaolo Pasqualotto e le auto parcheggiate in cortile (Marchiori)
Pierpaolo Pasqualotto e le auto parcheggiate in cortile (Marchiori)
Pierpaolo Pasqualotto e le auto parcheggiate in cortile (Marchiori)

Un’automobile lasciata di traverso nel cortile interno, per impedire la realizzazione di un ascensore all'inquilino con difficoltà motorie. Protagonista della vicenda, in cui la solidarietà risuona come una parola vuota, è Pierpaolo Pasqualotto rimasto vittima, sette anni fa, di un incidente sulle piste da sci.

La vicenda

Dopo sei mesi di ospedalizzazione, Pierpaolo è stato in sedia a rotelle per qualche tempo fino a riuscire a rimettersi in piedi, nonostante i dolori e le tensioni muscolari. Da due anni si è trasferito con la moglie in lungadige Matteotti, in Borgo Trento, al quarto piano di un palazzo in cui era convinto che non avrebbe avuto alcuna difficoltà a ottenere il via libera per la realizzazione di un ascensore esterno che possa agevolargli l'entrata e l’uscita di casa che ora avviene facendo sosta a ogni piano su una seggiola.

Il suo ottimismo, però, si è scontrato con l'ostilità di alcuni condomini, in particolare quella di una famiglia che, nonostante il via libera del Comune a proseguire nell'installazione dell'ausilio che gli spetta di diritto, continua a dimostrarsi ostile. Tutto il contrario dunque della bella storia di Paola, che L’Arena ha raccontato due mesi fa, la donna down per la quale i condomini di Borgo Venezia hanno sborsato 10mila euro di tasca propria per installare una piattaforma che le faccia superare lo scoglio dei sei gradini all’ingresso.

L'intralcio ai lavori

«Il 28 novembre, come annunciato ai condomini qualche giorno prima, avrebbero dovuto partire i lavori», racconta Pasqualotto. «Alle 8 è arrivata la ditta esecutrice e ci siamo trovati due automobili a intralciare il passaggio, una all'ingresso del cortile interno, l'altra collocata in maniera trasversale proprio dove andrebbe installato l'ascensore. Questa seconda automobile è ancora lì, da ormai quasi un mese. Abbiamo chiamato la polizia quel giorno stesso, ma trattandosi di un cortile interno la rimozione non può essere eseguita».

Pierpaolo è affetto da rigidità muscolare e da neuropatie periferiche e di quell'ascensore ha una reale necessità. «Negli ultimi anni le mie condizioni sono peggiorate, e non so quale futuro mi si prospetta», dice. «Inoltre nei centri di riabilitazione in ospedale mi sono fatto degli amici che vivono in sedia a rotelle, e non li posso ospitare a casa, mi sembra un'enorme ingiustizia. Sembra che non si riesca a uscire dallo stereotipo che sia disabile solo chi è in carrozzina, mutilato e comunque triste e faccia pena. Io ho da subito cercato di reagire sfidando i limiti. Anche per questo ho scelto una casa che mi piaceva, non facendomi fermare dalle difficoltà motorie».

Il diniego

Inizialmente il diniego all'elevatore era arrivato pure dal Comune, nonostante la legge 13 contro le barriere architettoniche. «Ho fatto la prima richiesta nell'aprile del 2021 e all'inizio del 2022 mi è arrivato un no da Palazzo Barbieri perché che l'ascensore deturperebbe la vista dei poggioli», racconta il residente.

«Il Consiglio di Stato mi ha dato ragione, e ora il Comune si è espresso in mio favore, evidenziando che i principi di solidarietà sono prioritari. L'ascensore, inoltre, non darebbe grandi problemi, visto che sarà in acciaio e vetro, per non limitare l'entrata della luce».

Ai condomini dei nove appartamenti del palazzo Pierpaolo - che non avendo trovato nessuno interessato a dotare l'edificio di un ascensore, sborserà interamente la somma per l'elevatore diretto al quarto piano - ha persino offerto di pagare il permesso per lo stallo in strada, durante i lavori, o l'abbonamento al parcheggio dell'Arsenale. Ora però c'è lo scoglio dell'auto. L'amministratore di condominio con un avviso ha ricordato che non è possibile parcheggiare fuori dagli spazi consentiti negli spazi comuni, ma anche il suo intervento, a quanto pare, è rimbalzato su un muro di gomma.

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Chiara Bazzanella