Coalizione di centrosinistra

Tommasi: «Ora la scelta tra passato e futuro. Ecco la città che voglio»

Damiano Tommasi Il candidato della coalizione Rete! nella sede del suo comitato elettorale dopo la vittoria al primo turno
Damiano Tommasi Il candidato della coalizione Rete! nella sede del suo comitato elettorale dopo la vittoria al primo turno
Damiano Tommasi Il candidato della coalizione Rete! nella sede del suo comitato elettorale dopo la vittoria al primo turno
Damiano Tommasi Il candidato della coalizione Rete! nella sede del suo comitato elettorale dopo la vittoria al primo turno

«Questa del ballottaggio è la partita che mi piace, o di qua o di là. Adesso sono i progetti amministrativi che contano». Damiano Tommasi, dall’alto del quasi 40 per cento conquistato domenica alle urne dalla sua coalizione di centrosinistra, si dice entusiasta della sfida che lo vede contrapposto al sindaco uscente Federico Sboarina. Una scelta, afferma, «tra il passato e il futuro della città».

Tommasi, come sta vivendo questo momento che perfino qualche avversario, lunedì durante lo spoglio, ha definito “storico”?
Il rischio euforia c’è sicuramente dopo il risultato ottenuto al primo turno, ma restiamo con i piedi per terra e lavoriamo per far conoscere il nostro progetto amministrativo a quanti più veronesi possibile. In questi mesi abbiamo fatto tanto, una marea di persone, tantissimi giovani, si è mobilitata intorno alle nostre proposte e ringrazio tutti per aver contribuito ad un risultato sorprendentemente positivo. Ma adesso siamo all’inizio di una nuova partita. Quella decisiva.
Ha già deciso la tattica?
Il primo impegno è riportare al voto chi crede al nostro progetto e convincere chi non è andato a votare e chi ha votato per un progetto diverso dal nostro, rimasto fuori dal ballottaggio.
Come pensate di allargare il campo a chi ha votato Tosi o altri candidati sindaco?
Raccontando la Verona che vogliamo, ci rivolgiamo innanzitutto ai nostri concittadini per coinvolgerli in quella che sarà una scelta tra il passato e il futuro.
In agenda c’è anche un incontro con Flavio Tosi?
In agenda, per ora, abbiamo tanti eventi sul territorio per mobilitare quanti si sono messi in gioco con noi. C’è un’enorme soddisfazione nel vedere così tante persone sposare la nostra proposta. Siamo fiduciosi perché qualcosa sta accadendo a Verona e anche l’entusiasmo che sento è fondamentale.

 

VeronaVota2022 - Tommasi


Dal fronte avversario le rimproverano di non pronunciarsi sulle opere utili per la città.
È curioso che chi da anni non riesce a portare a termine nulla pretenda progetti chiari dagli altri, tuttavia, trovo che sia un limite parlare dell’avversario e non delle proprie idee. Noi abbiamo una squadra con progetti dalle gambe solide, ma nello stesso tempo non vogliamo vendere illusioni né fare promesse da campagna elettorale. La gente è stufa di questo modo di far politica e le promesse si possono trasformare in un boomerang contro chi le fa.
La sua coalizione ha molte anime. Sarà un problema prendere decisioni condivise? 
Abbiamo depositato un programma comune elaborato da tutta la coalizione, in cui ci riconosciamo tutti. Le diversità sono un arricchimento ed è emblematico che le critiche a una nostra presunta eterogeneità arrivino da chi ha litigato fino a poco fa passando da una lista o da un partito all’altro.
Come saranno i suoi rapporti con i partiti?
I vari partiti hanno aderito a una proposta e stanno lavorando in modo attivo. Il minimo comune denominatore è: Verona al centro e su questo trovare sempre una sintesi. I partiti sono importanti per i loro collegamenti a livello nazionale, mentre la forza delle liste civiche è nella loro autonomia territoriale. Siamo fieri di aver proposto un progetto tutto veronese. Al contrario ho molte perplessità quando dei leader nazionali dettano la linea da Roma. Noi abbiamo elaborato delle proposte per la città facendovi aderire anche i partiti e non viceversa. Sentire ora dei leader nazionali dire chi appoggiare al ballottaggio è un’umiliazione che Verona non merita. 
Il suo avversario Sboarina la invita ad un confronto diretto...
Non ho mai rifiutato il confronto. Ma i veronesi più che sentirci parlare addosso hanno bisogno di ascoltare le proposte in campo. Quella del ballottaggio sarà una partita per la novità contro quello che si è già visto. Per questo continueremo ad andare soprattutto in mezzo alla gente, per ascoltare e far conoscere le nostre idee. 
Si sente ottimista? 
Sarà una campagna molto diversa dal primo turno, ma è quella che piace di più a me. Finora c’era spesso la necessità, per ognuno, di affermare la propria identità. Adesso è più semplice: o qui o là. È una scelta più facile da raccontare. Sono contento perché, per usare una metafora sportiva, ci siamo allenati bene, abbiamo fatto tutti quello che c’era da fare. Dopo lo straordinario risultato del primo turno bisogna fare un ultimo passo, ma vedo positivo, si respira la voglia di essere protagonisti di un cambiamento.
Ha pensato a come formerà la sua Giunta in caso di elezione a sindaco?
Innanzitutto ci sarà la giusta rappresentanza di genere. Metteremo insieme una squadra di persone competenti che si mettano al servizio della linea politica che imposteremo. Merito, pragmatismo, competenze saranno le qualità e apriremo collaborazioni anche con professionalità del territorio.

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Enrico Santi