Le vaccinazioni anticovid. Anche oggi accesso libero

Tantissime famiglie veronesi all'open day per la fascia 5-11. Ma c'è il nodo delle quarantene

Vaccini ai bambini nell'Ulss 9 (foto Dienne e Marchiori)

Sorridono sempre. Non solo all’uscita quando stringono le mani di mamma o papà da una parte e il diploma della vaccinazione dall’altra, ma anche all’ingresso senza mostrare alcuna paura. La battaglia contro il Covid passa anche da loro, dal coraggio dei bambini e dei loro genitori che hanno scelto di ricevere il siero anti coronavirus. E l’apertura degli open day vaccinali senza prenotazione si rivela un successo in età pediatrica, con quasi il doppio di iniezioni in più rispetto a quelle che erano state prenotate. Sono stati somministrati in tutto 506 vaccini a fronte di 340 prenotati, e oggi il numero potrebbe essere ancora più alto: un successo quindi la prima delle due giornate dedicate alle somministrazioni del vaccino organizzate anche a Verona e provincia secondo quando disposto dalla Regione Veneto, con il weekend ad accesso libero.

L’ordine impartito da Zaia a tutte le Ulss e Aziende ospedaliere è stato «open day senza necessità di prenotazione». L’Ulss 9 ha aperto corridoi dedicati ma invitando comunque le famiglie ad entrare nel sito www.aulss9.veneto.it per scegliere luogo e orario ed evitare disguidi e attese, garantendo comunque a tutti coloro che si presenteranno la somministrazione della prima dose. Tre i centri vaccinali selezionati in provincia - Legnago, San Bonifacio e Valeggio - con orario 14,30-19 a Legnago e San Bonifacio mentre a Valeggio 9,30-13 e 14-19, mentre in città l’Azienda ospedaliera universitaria integrata ha dedicato ai bimbi il padiglione 30 dell’ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento, secondo piano, dalle 8,30 alle 19,30.

 

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Con una raccomandazione precisa da parte dell’Ulss 9. «L’accesso non è consentito ai bambini in isolamento fiduciario o in quarantena». e proprio questo aspetto di fatto ha bloccato molti bambini in attesa di ricevere l’iniezione. «Il problema di mio figlio riguarda molti altri bambini», segnala un lettore, «non possono fare la seconda dose perché in quarantena scolastica anche se sono negativi, e purtroppo la prenotazione non può essere spostata dal sito e il numero verde dell’Ulss 9 è irraggiungibile», anche se a onor del vero c’è da dire che le chiamate alla sede di via Valverde sono migliaia ogni giorno, con un numero complessivo di richieste quasi impossibile da esaudire.

Intanto però i bambini stanno dando un grande segnale nella lotta al Covid. «È un flusso continuo, in mattinata abbiamo avuto molta gente ma anche poi nel primo pomeriggio, diciamo tra il 60 e il 70 per cento in più rispetto a quelli che si erano prenotati», fanno sapere i referenti dell’Aoui al secondo piano del padiglione 30 di Borgo Trento. «Non ci sono stati ritardi o attese lunghe nonostante i presenti, diciamo che le fasce di età sono abbastanza eterogenee anche se abbiamo riscontrato un aumento dei più piccoli, diciamo cinque o sei anni».

 

Come Wiliam, che ha 5 anni, abita a Nogara e aspetta con mamma la sua prima dose. «Abbiamo anche aspettato un po’ perché era influenzato, altrimenti l’avremmo fatto anche prima, non abbiamo avuto dubbi», spiega la mamma con la complicità degli occhi profondissimi del suo bambino. E a volte sono anche i più giovani a convincere magari i genitori, come nel caso di Lucia, che ha 10 anni e abita a Grezzana. «Diciamo che è stata più lei a convincere me», sorride la mamma mentre attendono i minuti di sorveglianza post iniezione, «io avevo qualche dubbio in più ma poi mi sono convinta, è un passo inevitabile. Avevamo la prima dose prenotata per il 20 ma abbiamo deciso di anticipare vista questa opportunità, dobbiamo ringraziare tutto il personale sanitario perché sono bravissimi, un’organizzazione super». Di fianco a lei arriva Agnese, che ha un anno in più e arriva da Bardolino, raccontando come ormai anche nella sua classe i compagni siano vaccinati nella quasi totalità dei casi. Per Samuele, che ha 10 anni e viene da Lugagnano, invece si tratta già della seconda dose. «Abbiamo dovuto fare la quarantena e quindi abbiamo ritardato un po’ tutto», racconta la mamma del giovane paziente mentre aspetta i minuti previsti prima di tornare a casa, «nessun dubbio nemmeno per noi, siamo stati convinti fin da subito. È necessario per sconfiggere il virus e per proteggere i nostri figli».

Oggi si replica, con li stessi orari di ieri, sia in provincia che all’ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento: il secondo piano del padiglione 30 rimarrà aperto dalle 8,30 alle 19,30.

Luca Mazzara