I PARADOSSI

Tamponi «fai da te» non riconosciuti dal sistema. E i guariti restano «congelati» dalla burocrazia

Il referto non viene registrato nei sistemi informatici istituzionali
Fai da te Confezioni di tamponi rapidi in vendita in un supermercato
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Ammalati non certificati, con Green pass in scadenza e una terza dose troppo lontana per riaggiornare le certificazione verde. È il limbo in cui sono incastrati diversi veronesi che si sono autosomministrati un test fai da te risultando positivi. Ma è anche quello di cittadini che hanno superato il covid all’estero e ora non riescono a dare validità alle certificazioni straniere. A tutti loro la malattia non può essere riconosciuta e temono di sottoporsi alla terza dose in una data ravvicinata. Ma se attendono 120 giorni, come da norma, scadrà il loro Green pass. Ebbene, per loro non c’è soluzione al momento.

«Mia figlia», ci scrive una lettrice, «ha tre bambini che hanno avuto il covid. Si è fatta un tampone rapido a casa perché non sentiva odori né sapori ed è risultata positiva. Quattro giorni dopo ha fatto un tampone in farmacia ed è risultata negativa, ora dovrebbe fare la terza dose ma il dottore le ha detto che non può farla perché devono passare quattro mesi, quindi rimarrà senza Green pass perché non sa come dimostrare che ha avuto il Covid. Abbiamo chiesto se facendo il sierologico risulta che lo ha avuto, ma hanno detto di no». Questo è un caso emblematico che riassume i tanti analoghi giunti alla nostra redazione web in questi giorni.

Ma la risposta per loro è una sola: «Non c’è via d’uscita», spiega la direttrice del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss9, Viviana Coffele. «Nel fare il fai da te i cittadini si inseriscono in percorsi da cui è difficile uscire perché il medico di base non può inserire nel sistema sanitario il risultato di quel test. I casi positivi o chi ha sintomi devono rivolgersi al medico che fa loro l’impegnativa per fare il test solo ai centri tampone dell’Ulss o a quelli di ospedali e laboratori accreditati che hanno precise modalità di accesso. In caso di sintomi non si deve andare neppure in farmacia. Il test fai da te complica la situazione, inoltre, perché chi lo effettua diventa rischioso per sé, per i conviventi e i parenti perché così non è possibile ricostruire la catena dei contatti».

Questi cittadini, dunque, non possono avere il Green pass di guarigione che equivale ad aver avuto la terza dose. E non è sufficiente neppure un sierologico: «Quest’ultimo non serve perché non è attendibile per una valutazione della vaccinazione», continua Coffele che non può dare una risposta universale a una casistica variegata. Una lettrice ci sottopone un caso simile: «Ho un dubbio relativamente alla terza dose che dovremo eseguire io e mia figlia maggiorenne il 23 gennaio e l’11 febbraio. Mia figlia minore è risultata positiva con tampone in farmacia. Siamo entrati in quarantena e io e mia figlia maggiore siamo risultate positive con tampone a casa (quindi non segnalato) il 4 gennaio. Ora faremo tutte e tre il tampone di fine isolamento e quarantena. Qualora fosse tutto negativo, io e mia figlia maggiore potremmo fare la terza dose nelle date sopra indicate o dobbiamo aspettare? In questo modo però il Green pass ci scade». Le due signore avrebbero dovuto effettuare un test ufficiale.

Ma anche sulla terza dose ravvicinata alla malattia il rebus non è facile da sciogliere: «I fattori sono tanti, a cominciare dalla data dell’ultima vaccinazione che può essere stata fatta da pochi mesi come da quasi un anno», spiega Coffele. «L’unica soluzione è consultarsi con il proprio medico che conosce le singole situazioni e storie cliniche dei suoi assistiti». Dall’altra parte, però, parlare con il proprio medico di base per alcuni è davvero un’impresa impossibile.

Un altro problema con il quale si confronta il Sisp è quello di chi ha contratto la malattia all’estero. È il caso di un lettore che ci scrive: «Ho passato il Covid negli Stati Uniti ai primi di gennaio. Contagiato e guarito all’estero con tamponi di verifica. Come posso farmelo riconoscere visto che il Green pass mi scade i primi di febbraio e il mio medico dice di non essere abilitato a farlo?». Anche in questo caso, al momento non ci sono soluzioni: «Purtroppo il Sisp non inserisce tamponi non eseguiti qui», conclude Coffele. «È un fenomeno con cui stiamo avendo a che fare molto in questo periodo». Ma al momento anche a questi cittadini spetta il limbo. 

Maria VIttoria Adami