Sfilata di abiti nuziali

«Sposa… i nostri valori», la passerella solidale e sostenibile della Fondazione Fevoss

Sfilata vestiti da sposa Fondazione Fevoss Santa Toscana
Sfilata vestiti da sposa Fondazione Fevoss Santa Toscana
Sfilata Fond. Fevoss

Trenta modelle non professioniste, di diverse etnie. Trentuno abiti nuziali second hand, donati dai cittadini e rimessi in vendita al Bazar Solidale. Altri cinque creati dalle sapienti mani delle sarte e delle donne “fragili” che lavorando alla Sartoria Fili di Bene hanno trovato la loro seconda occasione. Hanno sfilato tutti in una volta, su un’unica passerella, i valori fondanti del «Bazar Solidale Da una mano all’altra» e della «Sartoria Fili di Bene», due dei principali progetti attraverso cui la Fondazione Fevoss Santa Toscana realizza la sua missione, sostenere persone in condizioni di difficoltà.

«Sposa… i nostri valori», non a caso, il titolo della sfilata solidale andata in scena questa mattina ai Magazzini delle Professioni, dove il fil rouge dell’evento sono stati l’inclusione sociale, l’economia circolare, la sostenibilità ambientale e l’inclusione lavorativa. «Proprio dal paradosso dell’abito da sposa, infatti, il più prezioso per una donna e che però viene indossato una volta sola, siamo partiti per presentare gli incoraggianti risultati di questi anni», spiega Paola Agostini, responsabile del progetto Bazar Solidale.

«Sul fronte della sostenibilità ambientale, promuovendo il riuso e il riciclo di abiti e oggetti donati, solo nel 2021 abbiamo sottratto alle discariche 55mila capi di abbigliamento e 25mila articoli per la casa. Mentre sul fronte dell’inclusione lavorativa, con i proventi delle vendite di Bazar e Sartoria è stato possibile procedere all’assunzione di due donne con contratto a tempo indeterminato, tre collaborazioni a termine e l’inserimento di altre 10 donne segnalate dai Servizi sociali territoriali alle quali offriamo la possibilità di sviluppare o rafforzare competenze spendibili nel mondo del lavoro».

Ma la sfilata è stata anche l’occasione per lanciare nuove iniziative in cantiere, che faranno del Bazar solidale uno dei primi negozi vintage a Verona a specializzarsi anche in abiti da sposa. Oltre a rimettere in vendita, a prezzi assolutamente sostenibili, una ventina di modelli di abiti nuziali d’epoca o moderni donati dalla cittadinanza - che saranno disponibili da dopo la sfilata al Bazar di via Marconi, 21 a Verona - la Sartoria Fili di Bene inaugura infatti due nuovi servizi.

«Il primo è il servizio di noleggio, per chi desidera indossare per il giorno del “sì” un abito sostenibile, nel prezzo come nell’attenzione all’ambiente, e ancora in ottimo stato senza necessariamente doverlo acquistare», afferma Romina Tegazzini, responsabile della Sartoria Fili di Bene. «Per chi invece, come accade a tante donne, vorrebbe provare l’emozione di indossare di nuovo il proprio abito nuziale, nasce il progetto “Second life”: con l’aiuto delle nostre sarte potrà rivisitarlo, modificandone il taglio o l’effetto con inserti in tessuti diversi, per poterlo portare anche in tante altre occasioni. Aspettiamo ovviamente anche tutte quelle donne che desiderano per le loro nozze un abito sartoriale, da ideare e realizzare da zero grazie alla maestria delle nostre sarte».

Due realtà, il Bazar Solidale e la Sartoria Fili di Bene, ideate dalla Fondazione Fevoss Santa Toscana con un’ulteriore finalità solidale: finanziare, grazie al ricavato, altri progetti a sostegno della persona in condizioni di disagio. «Ecco perché attraverso la sfilata abbiamo lanciato anche un appello ai cittadini, affinché continuino a donare abiti – non solo da sposa - o oggetti che non usano più, ma anche a enti, istituzioni, associazioni del territorio e imprese sensibili a questi temi, con l’obiettivo di costituire una rete solidale sul territorio», spiega Alfredo Dal Corso, presidente della Fondazione Fevoss Santa Toscana.

«Una rete che sia in grado di intercettare i nuovi bisogni e che aiuti la Fondazione a intervenire in maniera mirata, finanziando sempre nuovi progetti a sostegno delle persone in difficoltà». La sfilata solidale, alla quale il Comune di Verona ha concesso il suo patrocinio, è resa possibile grazie al supporto Phoenix Group, Agsm Aim, MolinAuto, Vecomp Soluzioni Informatiche, Fondazione Zanotto e grazie alla collaborazione dell’istituto alberghiero Angelo Berti.