GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

Siccità, piogge dimezzate e Adige ai minimi storici. Coldiretti: «A rischio le semine e i prati»

L'Adige in secca
L'Adige in secca
L'Adige in secca
L'Adige in secca

«La difficoltà maggiore si sta riscontrando nei campi seminati in autunno con cereali come orzo e frumento che iniziano ora la fase di accrescimento con il rischio di essere compromessa dalla siccità. Ma a preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali perché se le condizioni di secca dovessero continuare, gli agricoltori saranno costretti a intervenire con le irrigazioni di soccorso, dove sarà possibile, a costi elevatissimi per l’aumento del prezzo del gasolio. Dall’altra parte nei prossimi giorni partiranno le lavorazioni per la semina del mais, ma con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche», sottolinea Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona oltre che presidente del consorzio di Bonifica Veronese. Anche per i frutteti, gli oliveti e le colture orticole c’è necessità di acqua ma è necessario attendere l’inizio della stagione irrigua nei diversi comprensori interessati dai Consorzi di Bonifica.

Una situazione che conferma come la siccità sia diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti, secondo l’analisi Coldiretti. A peggiorare le cose è un inverno pazzo con una temperatura superiore di 0,55 gradi rispetto alla media lungo la Penisola ma con picchi più alti di tre gradi nel nord ovest ma precipitazioni scarse che hanno prosciugato fiumi e laghi. Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto insieme ad Anbi un progetto concreto immediatamente cantierabile nel Pnrr – sottolinea Coldiretti – un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale. Il progetto – conclude la Coldiretti – prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di “costruire” senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

L'Adige ai minimi storici
L'Adige ai minimi storici

La Giornata Mondiale dell’Acqua, che si celebra oggi 22 marzo, arriva proprio in un momento nel quale la grave situazione di sofferenza idrica dell’Adige è sotto gli occhi di tutti. Ad oggi in Veneto e nel veronese sono state registrate precipitazioni che sommano meno della metà della quantità di pioggia che solitamente scende nei mesi centrali dell’inverno. I livelli delle falde sono crollati e, cosa più grave, non c’è neve accumulata in montagna. A soffrire di questa situazione saranno soprattutto le coltivazioni da frutto, ma è in generale un problema che investe pesantemente tutto il settore agricolo della nostra provincia. Il problema non nasce oggi ed è dovuto principalmente ai sempre più impattanti cambiamenti climatici, come ormai registriamo da anni. Per questo motivo servono azioni energiche in controtendenza, che il Consorzio di Bonifica Veronese sta portando avanti anche attraverso la realizzazione di tre grandi interventi di riconversione irrigua da irrigazione a scorrimento a pressione, che comporteranno un risparmio della risorsa acqua anche del 50%.

I tre interventi, finanziati dal PSRN per 20 milioni di euro, interessano gli impianti di Palazzolo, Coronini e Ca’ degli Oppi. Il termine previsto per la conclusione dei lavori è la tarda primavera per gli impianti di Coronini, l’autunno del 2022 per l’impianto di Ca’ degli Oppi e la primavera del 2023 per l’impianto di Palazzolo. La trasformazione irrigua è realizzata mediante una nuova rete di tubazioni in ghisa sferoidale per i diametri maggiori o uguali a 300 mm e in polietilene per diametri minori. L’acqua sarà fornita alle aziende consorziate mediante bocchette con portate da 5 o 10 l/s in dipendenza della minore o maggiore estensione degli appezzamenti. A ciascuna di esse il Consorzio, prima dell’inizio della stagione irrigua, consegnerà l’orario irriguo valido per tutta la stagione. L’impianto attuale di Palazzolo nei Comuni di Sona e Bussolengo è stato costruito circa 70 anni fa e funziona a scorrimento con sollevamento meccanico: ciò significa che l’acqua viene pompata di 30 m da un canale irriguo e poi riversata in una rete di tubazioni e canalette. La portata massima è di 750 l/s a servizio di una superficie di 760 ettari. Come centrale di sollevamento sarà utilizzato l’edificio dell’impianto esistente con sostituzione delle elettropompe e dei quadri elettrici. Presso la centrale è già in funzione una vasca dissabbiatrice ampiamente sufficiente anche per il nuovo impianto dato che funziona bene con quello attuale che deriva una portata doppia. La conversione irrigua di Coronini riguarda una superficie di circa 500 ettari attualmente irrigata a scorrimento per gravità naturale da alcuni dispensatori secondari e terziari. La nuova centrale in loc. Coronini è completa nelle sue strutture esterne, come pure la vasca di sedimentazione. Nel corso dell’autunno sono state posate le opere idrauliche e gli impianti elettrici, compresa la cabina esterna in media tensione, nonché l’opera di presa al diramatore irriguo “Sommacampagna” e il filtro a tamburo rotante. La conversione dell’impianto di Ca’ degli Oppi in Comune di Oppeano riguarda una superficie attualmente irrigata a scorrimento per gravità naturale di 550 ettari. Per ospitare i gruppi elettropompa pluvirriguo sarà riutilizzata una centrale esistente, che in passato le pompe per il sollevamento con scorrimento.

Terminati i tre interventi, la lunghezza della rete di tubazioni in pressione del Consorzio aumenterà di circa 160 km, passando da circa 830 a 990 km, mentre la superficie agricola irrigata in pressione aumenterà di oltre 1 800 ettari, passando da 9 736 a 11 546 ettari.