Amministrative di giugno

Verona, il settimo candidato (che stava per candidarsi davvero) e il suo programma surreale

Il programma elettorale del Complesso Architettonico

Sono sei i candidati che corrono alla poltrona di sindaco nelle amministrative che si terranno a giugno.
Ma sarebbe potuto essercene un settimo, che aveva pronto slogan elettorale, programma dettagliato e pure candidati consiglieri. Punti programmatici decisamente rivoluzionari ed evidentemente ironici: uno «struzzi sharing» al posto della «giungla dei monopattini», abolire la ristorazione per contrastare la mancanza di camerieri, progettare una metropolitana a Verona (c'è già la rete definita), salare il Garda o fare del centro cittadino un circuito di Formula 1. E ancora: concerti nelle rotonde, la creazione di una «Verona in gigantura» per i turisti, la copertura dell'Arena in bambù e la trasformazione di Veronetta in «Venezietta» considerati gli annosi problemi di allagamenti.
Tutto architettato (è il caso di dirlo) dal Complesso Architettonico, band veronese formata da Paolo Richelli (voce), Davide Disarò (basso), Marco Gavioli (chitarra), Riccardo Brunori (batteria), Andrea Viani (tastiere), Nicola Fiorillo («varie ed eventuali», così ci dicono), band di rock «situazionista» che vive quasi tutta sotto lo stesso tetto e che ha pubblicato le proprie idee per Verona sulle proprie pagine Facebook e Instagram.
Proposte impossibili (anche se, a dire il vero, negli anni alcuni candidati ne hanno fatte di ben più surreali), che però stavano per diventare una candidatura possibilissima, perché la band aveva davvero lanciato un appello per raccogliere le 350 firme necessarie a presentare la lista «Verona Architettonica». E aveva pure trovato 24 persone, cioè il minimo previsto dalla legge, disposte a mettersi in lista. Il candidato designato sarebbe stato Richelli, ma all'ultimo miglio l'idea si è arenata su qualche scoglio (e costo) burocratico. Non solo, ci raccontano che qualche voce interessata ha sussurrato all'orecchio del Complesso di lasciare perdere, per non andare a «rubare voti» ad altre liste. Perché la candidatura era goliardica, ma forse qualche divertita preferenza l'avrebbe raccolta.
«Onestamente vedendo alcuni candidati sindaci, mi viene da dire che la nostra proposta sarebbe stata più seria», commenta Richelli, studente lavoratore di 31 anni. «Noi comunque fino al 12 giugno continueremo a fare le nostre proposte. Ce ne sono due alle quali siamo particolarmente affezionati: la metropolitana, il cui progetto è anche una mappa dei quartieri di Verona che stamperemo come poster; e ovviamente il servizio di struzzi in sharing al posto della «giungla dei monopattini». Perché là viabilità è il problema principale di questa città!».
E fra cinque anni? «Fra cinque anni, forte della mia prossima laurea in pianificazione territoriale, penso che ci ripenserò seriamente», annuncia. E nel frattempo? «Nel frattempo suoniamo: il 9 giugno a Valeggio e il 10 al circolo primo maggio a Montorio. E il 24 giugno al Beer Garden tornerà a suonare con noi il chitarrista Jo Cøndono, di ritorno da tre anni in California». Giusto due giorni prima di quel ballottaggio, quindi, che in una realtà parallela avrebbe eletto Paolo Richelli sindaco. Con brindisi finale sul nuovo rooftop bar della torre Telecom di San Michele Extra.

 

Riccardo Verzè