Il caso

Benini: «Tosi era pancia a terra per noi». Padovani: «La riprova che ha sempre agito per ambizioni personali»

Federico Benini
Federico Benini
Federico Benini
Federico Benini

Parole che fanno discutere. Con un’analisi del risultato elettorale di Damiano Tommasi che diventa spunto di discussione lanciato dalla colazione che ha sostenuto Federico Sboarina. A far esplodere la questione Benini è un audio estrapolato dal lungo intervento del riconfermato consigliere comunale del Partito democratico all’incontro nazionale AreaDem di Cortona: dove Federico Benini, il più votato di tutti con 1497 preferenze, era stato invitato assieme ad alcuni dei massimi esponenti del Pd italiano per parlare dello storico risultato del centrosinistra nella città scaligera.

«Devo dire che fare l’analisi della vittoria a Verona è abbastanza inusuale, non siamo abituati», l’esordio di Benini, che poi ha analizzato le dinamiche del voto a partire dai risultati di Flavio, dal deludente 30 per cento di Sboarina al primo turno e dalla crescita continua di Tommasi sia nella notorietà tra le persone che nelle intenzioni di voto, fino alla vittoria al ballottaggio. «Tommasi ha creato curiosità, come magari Berlusconi nel 1994 o il boom di Renzi alle elezioni europee nel 2004, tutti creavano curiosità, come pure i Cinque Stelle nel 2013, anche loro creavano interesse, l’aspetto della curiosità ha portato quel mix di combinazioni giuste abbinate alla voglia di rivalsa che aveva Tosi nei confronti di Sboarina», e qui iniziano le parole che fanno discutere sull’ex primo cittadino.

«C’entra anche l’aiuto di Tosi, l’ho chiamato la settimana scorsa quando ero preoccupato dall’alta affluenza, il dato di mezzogiorno nel giorno del voto era uguale a quello di due settimane prima, mi ero preoccupato che la campagna becera del centrodestra avesse sortito un certo effetto», rivela Benini. «Mi ha detto “pancia a terra per Tommasi”, perchè lì c’era una situazione assolutamente incredibile - la spiegazione di Benini al convegno a cortona - dove il quadro era questo, Sboarina o vinceva oppure moriva politicamente, Tosi o sopravviveva o moriva politicamente nel caso di vittoria di Sboarina e quindi doveva fare di tutto per evitarlo, Tommasi o rimaneva dov’era perchè noi a Verona abbiamo sempre perso oppure vinceva, quindi Tosi per non morire politicamente doveva assolutamente battere Sboarina e quindi si è impegnato, bisogna dire che anche una parte dei suoi voti ha aiutato», il discorso che è iniziato a circolare via whatsapp e ha sollevato subito qualche polemica.

«Era risaputo che i tosiani non andassero a votare Sboarina, non capisco perchè tanto clamore», continua Benini, «Tosi mi ha detto che una parte dei suoi non andavano a votare, una parte votavano comunque destra per un discorso ideologico e gli altri votavano Tommasi. Con Tosi ho fatto opposizione per cinque anni, ho un ottimo rapporto come con molti altri esponenti anche della parte politica opposta alla mia, nell’intervento ho solo spiegato l’analisi del voto». La conferma arriva anche da Flavio Tosi, eletto in consiglio comunale dopo essere rimasto fuori dal ballottaggio con circa il 24 per cento delle preferenze.

«Conosco Benini da anni, mi ha solo chiesto dove sarebbero andati i nostri voti, è chiaro che dopo l’assurdo rifiuto dell’apparentamento molti dei nostri non hanno certo votato Sboarina», prosegue Tosi, «se uno ti dà uno schiaffone non puoi non reagire. E guardando i numeri finali confermo che avremmo vinto con l’apparentamento. Aiuto a Tommasi? Ripeto, i nostri voti si sono divisi, e dopo il rifiuto di Sboarina penso che in pochi siano andati a votarlo». Ad intervenire c’è anche l’assessore uscente Marco Padovani, eletto in consiglio comunale con Fratelli d’Italia. «L’ennesima conferma che Tosi ha sempre messo davanti le proprie ambizioni personali», spiega Padovani, «un minuto dopo l’esito del primo turno è andato a Roma a vendere il suo pacchetto di voti, ribadendo quando poco gli importi della nostra città, consegnando di fatto la vittoria alla sinistra».

Luca Mazzara