VERSO IL VOTO

Salvini e Meloni, la «pace» di piazza Dante: «Uniti per Sboarina, alla faccia della sinistra»

Meloni e Salvini fanno la pace per Sboarina. «Uniti per lui». Sul palco del comizio in piazza dei Signori, poco dopo le 21, mentre la leader di Fratelli d’Italia sta parlando per lanciare Federico Sboarina ricandidato sindaco del centrodestra unito, Matteo Salvini sale sul palco, interrompe Giorgia Meloni e la abbraccia. E si fanno subito fotografare insieme. E con loro Sboarina, il presidente della Regione Luca Zaia, i coordinatori di Noi con l’Italia Maurizio Lupi e dell’Udc Antonio De Poli. Cioè i leader della coalizione che rilancia Sboarina.
«Alla faccia loro», dice Meloni, sull’abbraccio, rivolta alla sinistra. In una piazza con bandiere dei partiti, con circa tremila presenti, per la festa finale prima delle elezioni comunali di domenica. «Poiché avevano detto che saremmo stati come Romeo e Giulietta, garantisco che non faremo la stessa fine», ribatte Salvini poco dopo. Applausi. Scena non preparata, ma efficace, per dire di una intesa tra i due, che nei giorni scorsi a distanza si erano scontrati sulla supremazia e sulle regole tra le forze del centrodestra. E con qualche colpo a distanza sulle alleanze nei Comuni al voto.
Verona comunque, in primis per FdI, il partito di Sboarina, è un test anche nazionale, per Meloni, che punta a piantare una bandierina al nord e anche in una regione del nord. In un Veneto in cui regna Luca Zaia, leghista, e dove FdI è in maggioranza. «Io sono orgogliosa di quanto ha fatto a Verona l’amministrazione del sindaco Federico Sboarina a Verona, dal rilancio della cultura ai lavori partiti per ampliare l’aeroporto Catullo e portarlo a cinque milioni di passeggeri all’anno», dice Meloni. «E come non parlare dei grandi risultati della Fondazione lirica Arena», aggiunge, «perché la nostra è una coalizione coesa che ha un’idea di sviluppo della città».
Meloni insiste su Verona, «è nella top ten d’Italia per qualità della vita, mentre Padova è al trentatreesimo posto», spiega, alludendo alla città che pure domenica andrà al voto per rinnovare il sindaco e dove il centrodestra, là unito, punta con Francesco Peghini a sconfiggere il sindaco uscente e ricandidato, per il centrosinistra e il mondo civico, Sergio Giordani. «E fregatevene di quanto dice la sinistra», ammonisce la leader di FdI, che individua nella sinistra «l’avversario da battere».
Non c’è un accenno esplicito al fatto che nel centrodestra per Sboarina non ci sia Forza Italia, che appunto sostiene il candidato sindaco Flavio Tosi. Ci pensa però Salvini a dettare la linea, dopo che Sboarina ribadisce che «c’è una sola squadra del centrodestra e non perché un giocatore va da un’altra parte non per questo esiste un’altra squadra di centrodestra». Salvini: «A Verona la Lega ha amministrato insieme con Fratelli d’Italia e lo farà ancora, in Regione Veneto lo sta facendo, con Forza Italia lo faremo dall’anno prossimo e a lungo per la guida del Paese, alle elezioni politiche».

Il leader leghista, che ha ritrovato la quadra con Fratelli d’Italia ma anzitutto con Sboarina - che se rieletto avrà come vicesindaco Roberto Mantovanelli, leghista, pure sul palco - dopo un tira e molla di almeno un anno. Salvini da ironia sulla polemica scoppiata sulla “lettera ai capifamiglia” inviata dalla Lega - «la verità è che la sinistra non vuole sentire parlare di famiglia e io dico viva la famiglia» - e cita «quanto l’amministrazione, anche con la Lega, ha portato a Verona, per la Fiera, la Tav, per l’aeroporto», dice, mentre dalla piazza un gruppo di leghisti con la bandiera di San Marco urla “Veneto libero”. «È grazie a Zaia se arriveremo all’autonomia del Veneto». E Zaia si prende gli applausi, quando ricorda «cinque anni di lavoro comune con il sindaco Sboarina. Se Verona nel 2026 sarà città olimpica, con le cerimonie finale delle Olimpiadi invernali di Cortina e Milano e iniziale delle Paralimpiadi, lo si deve a noi», dice Zaia, che rivolto ai veronesi, invitandoli a confermare Sboarina, dice: «Cercate di non deludermi». De Poli e Lupi, e Brugnaro in un videointervento, dall’area moderata rilanciano l’accordo. «Centrodestra unito per Sboarina».

Enrico Giardini