Covid. La storia di Federica

Reazione alla pelle dopo il vaccino. «Sentivo bruciare e nessuno mi credeva»

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Federica Angelini
Federica Angelini
Federica Angelini
Federica Angelini

Notti e giorni a bruciare. Mesi col fuoco dentro, da quando, il 22 marzo, ha fatto la prima dose di vaccino. Due giorni dopo l’iniezione è diventata bordeaux come se si fosse ustionata dopo una giornata sotto il sole senza protezione. Sul corpo hanno iniziato a disegnarsi striature rosse, come segni lasciati da violente frustate. Che bruciavano da impazzire.

«Signora, non so davvero cosa pensare», le ha detto inizialmente il medico. «Mai visto una cosa così», le hanno confessato le dottoresse del reparto di allergologia di Borgo Roma. Che subito hanno sorriso con sospetto, ma poi, quando hanno visto comparire i segni sotto i loro occhi su braccia e viso, si sono preoccupate.

Federica Angelini, insegnante alle elementari di 50 anni di Bussolengo, è stata una delle prime a vaccinarsi e dopo la prima dose di Astrazeneca per lei è iniziato un inferno: reazioni cutanee dolorosissime alle quali sono seguite visite, corse al pronto soccorso, prelievi, esami, appuntamenti con dottori e specialisti. Spendendo una fortuna e spesso venendo pure derisa. «Non credo che fossero in cattiva fede, semplicemente, soprattutto all’inizio, non consideravano possibile una reazione del genere. Sottolineando che non esisteva un test per correlare questa situazione al vaccino».

Ma alla fine il suo medico curante si è convinto: ha compilato i moduli segnalando il caso come una reazione avversa grave. Ma è stata un’odissea, un calvario che dopo 5 mesi non si è ancora concluso. «Sto molto meglio, ma non sono guarita», racconta. «Sono stati mesi di enorme dolore, bruciavo come se avessi il fuoco dentro, non dormivo, stavo malissimo. Ma il peggio è stato vedere che quando lo raccontavo non venivo presa seriamente, i miei problemi venivano sminuiti, non solo dai conoscenti ma anche e soprattutto dai medici: “Non è niente”, “ha preso il sole?”, “ cosa ha mangiato?”, “è lo stress”... Nessuno che collegasse o volesse mettere in relazione il mio malessere al vaccino. Alla fine poi mi hanno detto che era altamente probabile, certo, anzi, quasi sicuro, ma che era impossibile da provare. Per cui dovevo cercare di risolverla in qualche modo provando varie strade. Attenzione», ci tiene a sottolineare con forza, «non sono no vax, sono stata una delle prime a farmi il vaccino, io sono terrorizzata dal Covid, ho visto anche persone vicine stare molto male per il virus, ma questo è quello che è successo a me, questa è la verità, non posso ignorarla. E ho saputo di tantissime persone che hanno avuto la mia stessa esperienza ma nessuno che le abbia prese in considerazione purtroppo».

A salvare Federica, in un certo senso, è stato Facebook. «Sì, non sapevo più cosa fare, ero disperata, cercavo aiuto. Ho scritto un lungo post dove ho raccontato la mia esperienza e ho ricevuto centinaia di messaggi anche in privato dove mi raccontavano tante storie simili. La svolta però è stata quando ho risposto a un intervento di Selvaggia Lucarelli raccontando cosa mi era successo. Il mio post è stato condiviso sulla pagina delle Terapie Domiciliari per il Covid e ci sono stati 12mila like e centinaia di commenti. Una valanga i messaggi su Messanger di solidarietà e moltissime storie simili. Ora ho trovato uno specialista che mi sta seguendo e sto meglio. A tutti quelli che mi sono vicini e che si sono vaccinati non è successo nulla, vero, sono l’unica a cui è capitato, ma da quello che sento i casi non mancano, anzi».

Poi aggiunge: «La cosa peggiore di questo periodo, oltre al dolore fisico, è essere stata attaccata, anche duramente, solo per aver osato dire che sono stata male dopo il vaccino. Non ci credevano. Come se fosse un dogma da non mettere in discussione. Ma io sono per i vaccini, lo ribadisco, però questo è quello che mi è successo, è la verità. La verità non si deve nascondere. Bisogna parlare anche di questo aspetto. Esiste, non si può negare. Io ora sono nella terribile situazione di avere il terrore del Covid ma anche del vaccino. Ho fatto una dose a marzo e non posso avere il green pass. E tra poco inizia la scuola. Sono molto preoccupata. Peggio, sono davvero angosciata».

Marzio Perbellini