Il caso

Prima condanna nel Veronese per un Green pass falso: 40enne dovrà pagare 9.000 euro

Controlli dei carabinieri sul Green Pass
Controlli dei carabinieri sul Green Pass
Controlli dei carabinieri sul Green Pass
Controlli dei carabinieri sul Green Pass

Se nelle scorse settimane si era dato notizia dei primi “furbetti del Green pass” pizzicati a fornire certificazioni verdi falsificate o di un'altra persona, ecco ora arrivare le prime condanne. In tempi record.
La prima in assoluto, almeno nella provincia veronese, è quella nei confronti di un quarantenne di origini romene: il giudice per le indagini preliminari Marzio Bruno Guidorizzi ha da poco firmato a suo carico un decreto penale di condanna per novemila euro di multa.

L'uomo era stato fermato dai carabinieri della stazione di Parona Valpolicella lo scorso 17 dicembre nell'ambito di alcuni controlli sul rispetto delle normative anti-Covid. Quando i militari hanno chiesto al quarantenne di esibire il Green pass, l'uomo ha mostrato il Qr code, ma dopo alcune verifiche è emerso che il reale intestatario non era la persona che i carabinieri avevano di fronte. Il Green pass apparteneva, infatti, a un uomo di 58 anni: ben di più rispetto ai 40 del loro interlocutore che, si è scoperto poi, non aveva ricevuto alcuna dose di vaccino. Il fascicolo è arrivato sul tavolo del pubblico ministero Carlo Boranga, che ha contestato al quarantenne l'accusa di falsa attestazione sulla propria identità a pubblico ufficiale. Il giudice Guidorizzi ha quindi emesso un decreto penale di condanna a carico dell'uomo per la pena di un anno di carcere, il minimo previsto dalla legge, convertita in novemila euro di multa.

Se questo è il primo provvedimento penale che viene preso nei confronti dei furbetti del Green pass, c'è sicuramente da aspettarsene altri a breve. Proprio nei giorni scorsi infatti, il procuratore aggiunto Bruno Francesco Bruni, che fa le veci del procuratore della Repubblica in attesa della prossima nomina, ha spiegato che sono numerosi i casi di Green pass falsificati o di persone che hanno mostrato la certificazione di un'altra persona. Quasi un gioco, per alcuni. Un gesto fatto con leggerezza, pensando che tanto non si verrà mai scoperti.
Ma questo decreto dimostra proprio il contrario.

Manuela Trevisani