Il reportage

Spaccio di droga, furti di auto e vandalismi: residenti di Porto San Pancrazio in allarme

Reportage nel quartiere a sud-est della città di Verona
Un'immagine di Porto San Pancrazio
Un'immagine di Porto San Pancrazio
Un'immagine di Porto San Pancrazio
Un'immagine di Porto San Pancrazio

Almeno una dozzina di auto danneggiate, con finestrini infranti o serrature rotte. E persino qualche veicolo rubato di sana pianta. A ciò si aggiunge la presenza, sempre più evidente, di un giro poco rassicurante di persone che entra ed esce a tutte le ore dal cantiere del futuro centro sportivo in costruzione nell’area degli ex magazzini delle Ferrovie che si estende fino a Porto San Pancrazio. 
I lavori di realizzazione del cosiddetto Adige Docks erano partiti nel 2019 e avrebbero dovuto concludersi l'anno scorso. L’opera, in realtà, è ancora in corso e, nonostante il cantiere sia tornato a popolarsi di operai, si sono nel frattempo creati bivacchi notturni e un viavai che preoccupa i residenti. Oltre a ciò, nei giorni scorsi si è susseguita un’escalation di episodi ai danni delle macchine in strada, specie nella zona limitrofa alla chiesa. L’ultimo episodio risale alla notte fra sabato e domenica e ha coinvolto invece via Damaschi. 

 

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«Non si capisce cosa stia accadendo ora»

«Hanno sfondato il vetro dell’auto di mia figlia per rubare delle scarpe e un portafoglio per fortuna mezzo vuoto», commenta un residente di uno dei vicoletti che si innesta su via Domaschi, proprio sul retro dell’edicola. «Nel tratto verso il cimitero, subito dopo il sottopasso, si era già sentito di furti e vandalismi, ma qui non era mai accaduto nulla finora». «Il quartiere è tranquillo», dice un gruppo di amici mentre prende da bere al bar La Nicchia in via Ligabò. «Nella zona degli ex magazzini ferroviari ci sono sempre stati bivacchi, non è una novità, ma non si capisce cosa stia accadendo ora». 
Sui social le segnalazioni si susseguono, e si immortalano scatti di finestrini spaccati in via Florimonte come all’altezza del supermercato Migross. «Anche vicino all’asilo ci sono stati danni alle auto», dicono ancora al bar di via Ligabò. «Rompono i vetri per portare via un paio di asciugamani, degli occhiali. Ma è capitato anche che una signora sia stata derubata del portafoglio con il bancomat, subito clonato e utilizzato per sottrarle una cifra consistente». 

 

Una veduta di Porto San Pancrazio
Una veduta di Porto San Pancrazio

 

La denuncia del degrado nel quartiere

Martina, dell’Osteria Alla Piccola, in via Galilei, vede quotidianamente entrare e uscire persone dall’area della futura cittadella dello sport. «Penso che un simile degrado non si vedesse dagli anni '80. Avvistiamo spacciatori e tossicodipendenti in pieno giorno», riferisce. «Sembra che le ex Cartiere si siano trasferite agli ex Magazzini ferroviari, e non c'è un minimo di controllo». Secondo la ristoratrice la situazione è esplosa negli ultimi 15 giorni, con la chiusura del sottopasso di via Porto San Michele funzionale ai lavori per la Tav. «Prima c’era un passaggio dai binari, ma adesso è tutto transennato e non ci sono altri sfoghi. Inoltre, con il fatto che il tunnel è chiuso, non passano praticamente auto, se non quelle dei residenti, quindi c’è chi entra sfacciatamente dal cancello del cantiere e chi, per dare meno nell'occhio, si infila dal buco rotto nella rete di recinzione verso via Zenorini, portando con sé materassi o sacchi della spesa». 
Claudio Perbellini, consigliere della Lista Tosi in settima circoscrizione, ha già sollevato la questione chiedendo che all'ordine del giorno del primo consiglio utile si affronti quella che definisce «la grave situazione di insicurezza in cui si trova il quartiere Porto San Pancrazio». «Negli ultimi giorni si sono verificati gravi atti vandalici, furti nelle auto, e anche di vetture», dice. «È stata rubata una Smart, sono sparite biciclette e c’è chi si è intrufolato in chiesa per portare via le monetine che vengono donate accendendo i ceri. La situazione non è più tollerabile e per questo ho chiesto pure un aggiornamento sulla funzionalità delle telecamere posizionate in vari punti. Bisogna capire dove sono, di che tipologia, e se sono effettivamente attive. Purtroppo anche a San Michele e in altri rioni succedono simili fatti, ma al momento sembra che quella del Porto sia la zona maggiormente presa di mira».

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