cambio al compartimento

Polfer, a Verona nuovo dirigente: «Cresce il traffico sui treni. La sfida è la prevenzione»

Al comando di 240 agenti. Vomiero: «Alla base del progetto di lavoro dialogo e partecipazione. E tutti i cittadini possono essere di grande aiuto»
Il dirigente superiore Eugenio Vomiero (al centro) con il suo staff
Il dirigente superiore Eugenio Vomiero (al centro) con il suo staff
Il dirigente superiore Eugenio Vomiero (al centro) con il suo staff
Il dirigente superiore Eugenio Vomiero (al centro) con il suo staff

Il compartimento di polizia ferroviaria per Verona ed il Trentino Alto Adige ha un nuovo dirigente, Eugenio Vomiero, e la fama che lo ha preceduto, di poliziotto che sa ascoltare chi ha davanti e si fa amare dai colleghi, è subito confermata. Al suo primo incontro con la stampa, attorno a lui, al tavolo, ha voluto i suoi più stretti collaboratori. «Non amo far chiacchiere», esordisce, «saranno i fatti a parlare per noi, abbiamo alcune operazioni in ballo. Ci attendono sfide importanti nei prossimi anni, a partire dal raddoppio della linee ferroviarie principali con il completamento del nuovo tracciato dell’alta velocità/capacità da ovest a est della città scaligera, di cui parte già in avanzato stato di realizzazione, oltre al previsto quadruplicamento della linea ferroviaria verso il Brennero.

Le sfide: aumento del traffico merci e dei viaggiatori

«Questo comporterà inevitabilmente l’esigenza di garantire maggiore sicurezza a causa dell’aumento del traffico merci da e verso il nord Europa e dei viaggiatori anche in vista dei prossimi Giochi olimpici internali Milano-Cortina 2026 che si concluderanno a febbraio con la cerimonia di chiusura in Arena», aggiunge Vomiero che dovrà gestire 240 poliziotti Polfer dislocati sui punti strategici della rete ferroviaria sulle quattro province di competenza (Verona-Vicenza-Trento e Bolzano) con l’onere di garantire la sicurezza dei viaggiatori e dei dipendenti delle imprese trasporto, assicurando la regolarità dell’esercizio ferroviario.

Il palmarès

Vomiero è entrato in polizia nel 1983 come agente ausiliario al Secondo reparto Mobile di Padova, ha svolto esperienze esterne nella polizia municipale, nel 1991 è stato nominato vice commissario. A Venezia ha ricoperto diversi incarichi operativi (direzione ufficio Volanti e i commissariati di San Marco e Marghera. Promosso primo dirigente nel 2011 ha guidato per diversi anni il commissariato di Mestre e nel 2018 è stato nominato vicario del questore di Venezia. Nel 2022 promosso a dirigente superiore con assegnazione a Roma in qualità di consigliere ministeriale aggiunto alla Dagep, la direzione risorse umane del Dipartimento pubblica sicurezza. Dal 9 gennaio è al compartimento di Verona.

Lungo il suo palmares di premi, concessi dal Dipartimento, dalle amministrazioni comunali: Stella al merito dei Maestri del lavoro, premio Sinopoli in memoria di Gabriele Sinopoli, morto il 12 aprile 2014 ad un anno e sette mesi dalla brutale aggressione da parte di un gruppo di giovani, per il dialogo costante e la gestione delle criticità, ha ricevuto il premio Legalità dalla regione Veneto e quello per l’Ordine pubblico, suo il progetto destinato agli anziani a Padova: «Ocio ciò, città e sicurezza», realizzato dal Comune con la collaborazione della questura per prevenire truffe e furti ai danni delle persone più deboli e fragili.

«Sono contentissimo del nuovo incarico», ha concluso il dirigente, con me lavora un’ottima squadra, le stazioni sono porte di accesso alle città. In questi giorni ho vistato quelle veronesi, e debbo dire che non ci sono criticità particolari. Tra le criticità, come in ogni luogo di transito resta il traffico di stupefacenti. Fondamentale resta la collaborazione dei cittadini, la prevenzione resta al primo posto, ma serve anche la repressione».

Alessandra Vaccari