Pd diviso, Trevisi si ritira
dalla corsa a sindaco

Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola di Polizia di Peschiera
Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola di Polizia di Peschiera
Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola di Polizia di Peschiera
Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola di Polizia di Peschiera

La sua corsa finisce prima di avere il tempo di sistemarsi ai blocchi di partenza. A meno di ripensamenti dettati da un ricompattamento sul suo nome nel Pd e nelle altre forze civiche e di sinistra, eventualità che pare lontana, Gianpaolo Trevisi non sarà candidato sindaco. La notizia del ritiro dalla competizione elettorale del direttore della Scuola allievi di polizia di Peschiera si è diffusa nella mattinata di ieri. Proprio negli stessi minuti in cui a Palazzo Barbieri, «ospiti» del capogruppo del Pd Luigi Ugoli, un eterogeneo gruppo di personalità, «senza ambizioni personali ma desiderosi di contribuire ad una svolta per la propria città», formato da Tito Brunelli, Nadir Welponer, Massimo Valsecchi, Corrado Brigo, Mario Allegri, Paolo Fabbri e Alessandro Donadi lancia un ultimo accorato appello a «non gettare via un’autentica pepita d’oro».

A scoraggiare il poliziotto, inducendolo a sfilarsi da una possibile candidatura per il centrosinistra, è stata soprattutto la mancata adesione unitaria nel Pd sul suo nome. Nell’assemblea cittadina non ci sarebbero infatti i numeri, o nel migliore dei casi sarebbero risicatissimi, per «incoronare» direttamente Trevisi candidato sindaco, evitando così la conta «fratricida» delle primarie, già fissate, peraltro, per il 19 marzo. Una delle condizioni irrinunciabili che il poliziotto-scrittore aveva posto per accettare di scendere in campo era di non finire nel «tritacarne» delle lotte interne al Pd. E come se non bastasse, anche Michele Bertucco, l’ex capogruppo dem a Palazzo Barbieri, ora diventato punto di riferimento dei comitati e dei partiti alla sinistra del Pd, il giorno prima aveva parlato di un Trevisi «ostaggio» di una resa dei conti nel maggior partito del centrosinistra. L’unico ad essersi iscritto alla gara delle primarie, in attesa dell’ex consigliere regionale Gustavo Franchetto, a meno che il competitore nel centrodestra sia l’amico imprenditore Massimo Ferro, è finora Damiano Fermo.

Sul versante opposto, il «patto della bistecca» sulla candidatura del senatore Stefano Bertacco, di Fratelli d’Italia, Battiti e Verona Domani, che pare vicina ad un’intesa con la Lega che schiera Paolo Tosato, collega di Bertacco a Palazzo Madama, ha creato un’accelerazione che ha colto di sorpresa sia Forza Italia, il cui candidato di bandiera è il deputato Alberto Giorgetti, sia l’imprenditore Massimo Ferro, indicato come possibile federatore del centrodestra.

Una risposta agli inquieti alleati arriva intanto da via Lisbona a Padova, dove il Coordinamento regionale di Forza Italia, alla presenza dei coordinatori provinciali Davide Bendinelli e Massimo Giorgetti, «ribadisce il ruolo centrale di Forza Italia all’interno del centrodestra».

Sul fronte del Fare! tosiano, sfumata la possibilità per il sindaco uscente di correre per il terzo mandato, potrebbe ora decollare la candidatura di Patrizia Bisinella, senatrice eletta a Treviso e compagna di Flavio Tosi.

Enrico Santi