L'insediamento

Domenico Pompili è il nuovo vescovo di Verona: l'arrivo in Duomo a piedi scortato da una folla di giovani

Così il nuovo vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, 59 anni, si presenta alle persone che lo accolgono e lo applaudono al suo arrivo in terra veronese, lui che proviene dalla diocesi di Rieti
Alcuni dei momenti della giornata di monsignor Pompili a Verona
Alcuni dei momenti della giornata di monsignor Pompili a Verona
Domenico Pompili primo giorno da vescovo a Verona (foto Marchiori)

Chi soffre per le perdita di un figlio. Chi è in carcere a scontare una pena. Chi ha fame e sete. E presto incontrerà chi ha sete di speranza, i giovani veronesi. «Piacere, Domenico». Così il nuovo vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, 59 anni, si presenta alle persone che lo accolgono e lo applaudono al suo arrivo in terra veronese, lui che proviene dalla diocesi di Rieti. 

Alla Madonna della Corona incontra i genitori che hanno perso i figli

Al santuario della Madonna della Corona, aggrappato alla roccia sulle pendici del monte Baldo, sotto Spiazzi, che quest'anno festeggia il giubileo dei 500 anni, il nuovo presule ha iniziato la sua giornata di insediamento alla guida della Chiesa di San Zeno. Ad accoglierlo, poco prima delle 9, il rettore del santuario, monsignor Martin Signoretto, con don Cesare Ronconi, le autorità, i volontari che prestano servizio di accoglienza dei pellegrini. Ed è lì che monsignor Pompili, nella chiesa, durante  una breve celebrazione, incontra i genitori dell'associazione "Tuo figlio vive", composto da famiglie che hanno perso prematuramente un figlio.  E' Lorenzo Ballarini, che ha appena perso un figlio diciottenne, Pietro, a portare il saluto dell'associazione.

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Alla mensa di San Bernardino tra i frati e i poveri

«Qui a Verona ho trovato una comunità che colgo già essere in grande attesa e questo mi carica di responsabilità, oltre che di curiosità», dice il vescovo, dopo l'incontro, e prima di andare in visita ai detenuti al carcere di Montorio e alla mensa dei frati francescani di San Bernardino.  Appuntamenti che sono un segno programmatico, per il presule. «Mi sembra che attraverso questi segni ci sia una sorta di percorso da fare insieme. Qui alla Corona, perché la religiosità popolare, nei riguardi della Madonna, è essenziale del nostro vissuto e qui ho incontrato genitori di ragazzi morti precocemente, ed è una parte di comunità che vive questa sofferenza».

Vescovo alla mensa (Marchiori)

Il saluto ai detenuti e agli agenti del carcere di Montorio

Sceso da Spiazzi di Ferrara di Monte Baldo, monsignor Pompili è andato poi al carcere di Montorio. «Il carcere è un'altra questione aperta, per il quale è necessario avere una attenzione necessaria, tenendo conto che di recente c'è stato più di un episodio di persone che si sono suicidate ed un problema che in generale ho toccato anche agenti di polizia penitenziaria», dice Pompili.

Ha parlato ai detenuti e alla detenute, che gli hanno rivolto un saluto a un messaggio. Poi, a San Bernardino, accolto dal padre guardiano Giuseppe Bonato, Pompili è andato alla mensa dei poveri, retta da una quindicina di volontari, e dove ogni giorno consumano il pasto un centinaio di persone.  «La nostra non deve essere una comunità di persone in cui non ci siano scarti ecologici e anche umani e per questo ho voluto dare questo segno di presenza».

A San Zeno l'incontro con i giovani della diocesi, che poi lo «scortano» in Duomo

Un feeling immediato tra il nuovo vescovo e i giovani veronesi. È quello che è scattato poco fa a San Zeno, con i ragazzi della diocesi raccolti a centinaia nella basilica per dare il benvenuto al successore di Zenti. «Sono molto colpito da questa accoglienza», ha ammesso monsignor Pompili, «qui ci sono davvero i mattoni per costruire».

Canti, battiti di mani ed emozioni all'ennesima potenza, dunque, sotto gli occhi di «San Zen che ride». Poi il nuovo vescovo, seguito da diverse centinaia di giovani, ha lasciato la basilica e si è incamminato a piedi verso la cattedrale, passando per piazza Bra, via Mazzini, piazze Erbe, fino al duomo, dove alle 16.30 c'è stata la celebrazione nella quale ha ricevuto  il pastorale della diocesi dal vescovo precedente, monsignor Giuseppe Zenti. 

 

L'inizio della celebrazione in duomo (Marchiori)

 

La messa

Processione verso la cattedrale alle 16.30 per l'ingresso del vescovo Pompili: il vescovo Zenti ha il pastorale che poi consegnerà al suo successore. Applausi

Zenti ha consegnato a Pompili il pastorale e  il nuovo vescovo ha salutando sul presbiterio una rappresentanza dei fedeli

Nell'omelia Pompili ha parlato della  fede che nasce dalle 217 domande del Vangelo e per ravvivarla fede bisogna soffiare sul fuoco del presente, non sulle ceneri passato. Qui a Verona vorrei imparare a credere, come il teologo luterano Bonhoeffer diceva.

 

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L'incontro con le istituzioni

In serata, il nuovo vescovo ha poi incontrato in Vescovado i rappresentanti delle istituzioni e le autorità civili e militari, tra cui il sindaco Damiano Tommasi con la sua Giunta, il prefetto Donato Cafagna, la vicepresidente della Regione Elisa De Berti, i neoeletti (e gli ex) parlamentari veronesi, il comandante provinciale dei carabinieri Francesco Novi, il questore Ivana Petricca. Il presule ha ribadito loro la propria disponibilità a fare rete e a collaborare con le istituzioni «nel rispetto assoluto delle reciproche competenze».

 

Enrico Giardini e Paolo Mozzo