«Arancia meccanica» a Nogara

Non paga la cocaina, sequestrato e torturato per una notte, poi la fuga

Il video del pestaggio inviato alla madre della vittima perché versasse i 600 euro che gli doveva
Carabinieri L’intervento di una pattugliaGiudice Paola Vacca
Carabinieri L’intervento di una pattugliaGiudice Paola Vacca
Carabinieri L’intervento di una pattugliaGiudice Paola Vacca
Carabinieri L’intervento di una pattugliaGiudice Paola Vacca

Un uomo viene picchiato e costretto a salire su una macchina sotto la minaccia di un coltello. Poi rimane legato per un'intera notte a una sedia, con un cavo elettrico e un paio di manette alle caviglie. La mattina successiva, altra raffica di calci, pugni e bastonate, quindi il malcapitato viene lasciato in balìa di un cane di razza pitbull, che lo morde più volte al braccio.

Scene di inaudita violenza, che richiamano alla mente il film Arancia Meccanica. Ma c'è di più. Perché quelle sevizie sono state riprese con uno smartphone e inviate alla madre dell'uomo per costringerla a sborsare del denaro, la cifra forse pattuita per alcune dosi di cocaina. Questo, almeno, è quanto ricostruito dai carabinieri di Nogara, che hanno fermato quattro marocchini tra i 21 e i 34 anni, accusati di sequestro di persona, tortura, lesioni ed estorsione: oggi  l'udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari Paola Vacca.

«Arancia Meccanica» a Nogara per 20 grammi di droga

I fatti sono avvenuti a Nogara tra domenica e lunedì. All'inizio di settembre l'uomo, sempre di origini marocchine, aveva ricevuto da due degli indagati 20 grammi di cocaina. Ed è probabilmente il mancato pagamento di quella droga il motivo all'origine del pestaggio avvenuto nei giorni scorsi. A.K., 21 anni, e S.K., 27 anni, avrebbero atteso il loro “cliente” a Verona e lo avrebbero aggredito con calci e pugni, per farsi consegnare i 600 euro della cocaina.

A quel punto, minacciandolo con un coltello, lo avrebbero costretto a salire su un'auto e portato fino a Nogara, nell'abitazione di uno dei due, dove si trovavano anche A.G., e M.E.Q., entrambi di 34 anni. L'uomo è stato poi legato a una sedia, con un cavo elettrico e un paio di manette, e ha passato lì la notte, attaccato a una caldaia. Il lunedì mattina è stato poi portato all'aperto e, lì, nuovamente picchiato con calci, pugni e un bastone. I suoi aguzzini gli avrebbero anche aizzato contro un pitbull, che gli ha morso più volte il braccio.

Ripreso durante il pestaggio e il video inviato alla madre per costringerla a pagare

E ancora. L'uomo è stato quindi riportato in casa, dov'è stato ancora picchiato con schiaffi, pugni e con l'utilizzo di una pinza, sotto stretta sorveglianza di due cani, sempre di razza pitbull. Le violenze sono proseguite finché l'uomo non è riuscito a fuggire. Alquanto malconcio. Le ferite riportate, tra cui la frattura delle ossa nasali, hanno infatti una prognosi di 60 giorni. Il pestaggio, peraltro, è stato ripreso con uno smartphone e il video è stato inviato alla madre dell'uomo per costringerla a versare la somma di 600 euro: un tentativo di estorsione non andato a buon fine proprio grazie alla fuga del figlio e all'intervento dei carabinieri.
I quattro uomini, difesi dagli avvocati Teresa Vassallo ed Emanuele Luppi, dovranno comparire questa mattina davanti al giudice Vacca per l'udienza di convalida del fermo. •.

Manuela Trevisani