In zona Stadio

Niente canti natalizi
ma mantra e balli
Proteste a scuola

In zona Stadio
La festa di Natale alle monsignor Chiot
La festa di Natale alle monsignor Chiot
La festa di Natale alle monsignor Chiot
La festa di Natale alle monsignor Chiot

Balli country, poesie sulla pace e, dulcis in fundo, un mantra induista. Hanno strabuzzato gli occhi, molti genitori degli alunni della scuola elementare Monsignor Chiot allo Stadio, quando si sono recati a scuola per assistere alla festa di Natale dei loro pargoli.

Pensavano che li avrebbero immortalati mentre intonavano classici come «Astro del ciel» o «Jingle Bells», invece hanno assistito a una rappresentazione decisamente sui generis. Un’idea alternativa che non è piaciuta a mamme e papà, i quali hanno preso carta e penna e fatto recapitare «sotto l’albero», alla dirigente e alle maestre, una lettera di disappunto.

«Ci è rimasta una nota di imbarazzo», scrive una cinquantina di genitori, «nel vedere i nostri bambini coinvolti in una festa il cui contenuto, a parte il leit motiv della pace, non sembrava essere il Natale. Abbiamo pensato che, con intento bonario, abbiate voluto mantenere equidistanza religiosa per non offendere nessuno», aggiungono i genitori riferendosi all’elevata percentuale di stranieri presente nella scuola di via Arnolfo di Cambio.

 

Dispiaciuta che l’iniziativa delle maestre abbia potuto urtare la sensibilità dei genitori si dice la dirigente, Nicoletta Dalle Vedove, reggente dell’istituto Stadio Borgo Milano, convinta che l’intento delle insegnanti sia stato travisato. «La festa è stata organizzata a coronamento di un progetto che riguarda l’intercultura svolto durante le lezioni», dice, «con l’idea di valorizzare principi etici universali come la pace e la tolleranza».

 

Elisa Pasetto