Centro storico

Multe sulle preferenziali: oltre 16.500 in due mesi tra corso Cavour e stradone Maffei

Verona, le nuove telecamere hanno sanzionato migliaia di cittadini, molti sono rider che chiedono più tempestività nella notifica dei verbali
Telecamere. Il varco più multato è quello in corso Cavour
Telecamere. Il varco più multato è quello in corso Cavour
Telecamere. Il varco più multato è quello in corso Cavour
Telecamere. Il varco più multato è quello in corso Cavour

Oltre 16.500 multe in due mesi. Più di 275 al giorno. Sono questi i numeri delle sanzioni riferite alle sei corsie preferenziali dove, lo scorso 12 settembre, sono comparse le nuove telecamere. Di queste, circa 9.300 riguardano corso Cavour e 3.300 stradone Maffei. Lo sanno bene automobilisti e soprattutto motociclisti, che nei giorni scorsi hanno visto fioccare a casa decine di multe, a ripetizione, sempre per la stessa infrazione: transito su corsia preferenziale. 

Il Comune: «Al lavoro per ridurre i tempi di notifica»

Corso Cavour, lo dicono i numeri, è il caso più emblematico. In molti, nonostante il divieto già in vigore, erano soliti passare da Riva San Lorenzo, evitando così l’occhio elettronico di via Diaz, per poi utilizzare la corsia riservata ai bus sul corso, in direzione Castelvecchio. Ma ora rischiano di pagarla cara. Non essendosi accorti delle nuove telecamere, per due mesi hanno continuare a passarci sotto, facendo lievitare il numero di multe, e di euro da sborsare, finché non sono arrivati i primi verbali.

«Purtroppo dalla commissione dell’infrazione alla notifica della sanzione passano mediamente 40 giorni, che sono i tempi tecnici di lavorazione della multa», spiega l’assessora alla Sicurezza, legalità e trasparenza Stefania Zivelonghi. «Siamo consapevoli dell’importanza che i cittadini si rendano conto, attraverso la multa, che stanno commettendo un’infrazione e per questo stiamo lavorando per comprimere questi tempi».

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Liberare le corsie preferenziali

L’intenzione, come ci tiene a precisare Zivelonghi, non è quella di far cassa. «Va precisato che queste nuove telecamere sono state installate su richiesta di Atv e della Cooperativa Radiotaxi, in quanto lamentavano un rallentamento dei tempi di percorrenza sulle corsie preferenziali», prosegue l’assessora. «Noi non siamo felici di fare multe. Vorremo, anzi, non doverne fare nemmeno una, perché il nostro obiettivo è avere corsie preferenziali libere per il trasporto pubblico».

Anche sui numeri delle sanzioni, la risposta non si fa attendere. «Quando sono state attivate le telecamere sulle altre corsie preferenziali, nel 2018, le multe erano state 66mila e l’anno successivo, nel 2019, 55mila», spiega Zivelonghi. «Le cifre registrate in questi due mesi, dunque, sono compatibili con il passato già vissuto dalla città, per quanto non irrilevanti».

La rabbia di scooteristi per le «multe a grappolo»

Questo non placa la rabbia di quanti sono incappati nelle cosiddette «multe a grappolo». Automobilisti, ma soprattutto conducenti di scooter. «Ad oggi sono arrivate tre multe. Quando mio figlio ha parlato con il Comando dei vigili, gli hanno detto che ne arrivano altre tredici», racconta Roberto, un lettore.

«Visto che va in stazione tutti i giorni a prendere in treno, lui pensa che ne arriveranno altre 20-30. Non mi sembra corretto che si ricevano le multe dopo due mesi e più dall’infrazione», e prosegue, «ovviamente siamo disponibili a pagare un numero di multe ragionevoli, ma serve anche un minimo di logica nel contestare le violazioni del codice della strada e soprattutto tempestività».

Rider nel mirino e sentenza sugli scooter

Davide, un altro lettore, pone l’attenzione su altri aspetti. «Perlopiù siamo rider che lavorano nel food delivery con stipendi al limite della sopravvivenza», racconta Davide. «Tuttavia quelle multe sono illegittime. La Cassazione si è già espressa in merito, stabilendo che le due ruote non costituiscono intralcio ai mezzi pubblici e ha fatto annullare multe analoghe in altre città».

La sentenza in questione, in realtà, è del giudice di pace di Bologna, poi confermata in Appello dal Tribunale. La Cassazione è stata investita della sola questione relativa alla ripartizione delle spese del giudizio, dunque non ha affrontato direttamente il tema. «La sentenza c’è e i nostri uffici comunali la conoscono», replica l’assessora Zivelonghi. «Nessuna città d’Italia, nemmeno Bologna, esenta i ciclomotori dalla sanzione. Ovviamente monitoreremo altri orientamenti giurisprudenziali, ma allo stato il Comune di Verona non può esimersi dal sanzionare». 

Manuela Trevisani