Il caro energia

Metano alle stelle: stoppare i bus dell'Atv? «Se lo facciamo si blocca la città»

Autobus dell'atv
Autobus dell'atv
Autobus dell'atv
Autobus dell'atv

Tutti i 180 autobus che formano il parco mezzi urbano dell’Atv sono alimentati a metano.
Una scelta a suo tempo pensata e dunque attuata perché più ecologica rispetto a diesel o benzina. Inoltre, più economica. E così in effetti era, almeno fino a qualche mese fa. Ora, il prezzo del metano è schizzato fino a raggiungere soglie record di 5 euro al litro.
La media è inferiore ma si assesta comunque a circa il triplo rispetto solo a un anno fa. Per ovviare ai costi di gestione del servizio, conseguentemente aumentati in modo esponenziale, alcune aziende di trasporto pubblico in Veneto, a partire dalla vicina Vicenza, hanno stoppato i mezzi a metano preferendo sfruttare e far correre gli altri autobus, pur tendenzialmente più vecchi.
Un’opzione che per l’Atv, Azienda trasporti Verona non è percorribile: mettere in pausa i mezzi a metano, infatti, significherebbe bloccare totalmente le linee urbane. Al contrario, è partito il conto alla rovescia per il ritorno all’orario scolastico, con l’aggiunta da lunedì di tutti i collegamenti previsti per le migliaia di studenti – tra centro città e provincia – che ritorneranno sui banchi di scuola.

 

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Una boccata d’ossigeno la potrebbero dare i sei mezzi elettrici già ordinati e pagati, attesi per i prossimi giorni. Saranno utilizzati sul circuito cittadino, sicuramente viaggeranno a pieno ritmo fino da subito. Ma si tratta comunque di una goccia nell’acqua.
Rispetto ad altre realtà, l’Atv è stata maggiormente virtuosa nella scelta intrapresa già negli anni scorsi di innovare e passare al metano. Ora, però, a fronte di questa situazione imprevista e imprevedibile, il costo di utilizzo quotidiano di ogni singolo autobus, impatta notevolmente. E da lunedì andrà peggio. Tuttavia, non sono previste scelte conseguenti, più o meno drastiche, come la sospensione di corse o la riduzione della frequenza, fino all’aumento del costo del biglietto.
Nulla di tutto ciò, per ora. Va tendenzialmente meglio, inoltre, per il parco mezzi dell’extraurbano: la maggior parte dei pullman che viaggiano in provincia è, infatti, a diesel.
Ma anche qui sono attesi entro fine anno 25 nuovi mezzi, rigorosamente a metano, che andranno parzialmente a sostituire quelli più datati a benzina o diesel. L’azienda non sta valutando di lasciare i nuovi pullman fermi e di ritardare il rinnovo degli autobus a fronte dell’emergenza rincari.
Rimane chiaro, tuttavia, che si tratta di una situazione talmente emergenziale a livello complessivo e in divenire che è difficile fare previsioni non solo sul lungo ma anche sul medio periodo.

Ilaria Noro